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La curva dei tuoi occhi fa il giro del mio cuore

Alcuni incipit valgono l'intero libro, tutta una poesia. Alcune parole danzano nei pensieri e sulla pella. Alcuni cieli sono talmente tersi che il freddo non si sente se non quando un inaspettato sole ci scalda. Alcuni abbracci vengono timidamente invitati a farsi audaci. E poi si resta in silenzio. Un po'  persi tra i fili di pensieri confusi e sconnessi. E si cerca ristoro, e ordine,  in chi le parole le ha possedute con passione capace. ...Se non ci fosse la poesia... L a curva dei tuoi occhi fa il giro del mio cuore, girotondo di danza e di dolcezza, aureola del tempo, culla notturna e sicura, i tuoi occhi non m'han sempre veduto, io non so tutto quello che ho vissuto. Foglie di luce e schiuma di rugiada, canne del vento, sorrisi odorati, ali che rischiarano il mondo, navi di cielo carich...

Il rumore della pioggia

Ho scritto, per te, parole e parole e parole e parole. E per me le ho cancellate. Perché non restassero sospese nel silenzio. Perché non cadessero in un vuoto senza ritorno. Ma quello che oggi mi fa male, di tutte le parole che ho scritto per te e non hai letto, è che non le hai lette. Perché la tua misura è diventata la mia. O così ho creduto, così a volte provo a credere. In realtà la mia misura è fatta di parole e parole e parole che la strada la conoscono bene, per arrivare. E' fatta di parole contate e parole senza fine. Non lo so quando le mie parole hanno smesso di arrivare. Non lo so se hanno perso la strada. So che la tua misura non è la mia, per quanto contagiosa. So che non mi abituo al silenzio e al vuoto. Ed è per questo che scrivo in questo posto senza luogo, senza casa e senza destinazione. Perché le mie parole possano avere l'illusione di non averti incontrato. E non la certezza di essere state messe da parte. Conosco il mio peso grammo per grammo....

Scrivo e cancello

Il desiderio di scrivere e i pensieri vuoti. Scrivo e cancello. Il desiderio di scrivere e troppi pensieri confusi. Scrivo e cancello. Il desiderio di scrivere e, forse più grande, quello di chiacchierare. Scrivo e cancello. Il desiderio di chiacchiere che siano come una coperta in cui scaldarsi, un abbraccio in cui perdersi, uno sguardo in cui riconoscersi. Scrivo e cancello. Per riempire pochi minuti di un piccolo piacere che consenta al giorno di scivolare a sera. Per ricordarmi che sono altro da questa scrivania, da questa tastiera, da questa stanza illuminata dalle foglie gialle che posso guardare attraverso i vetri. Per ricordarmi che tra qualche ora sarò circondata dal racconto di giorni di scuola, di esami tentati; che delle foglie potrò sentire il profumo e della sera potrò godere sotto una coperta colorata. Allora lascio che il tempo prossimo trovi il modo di portarmi con leggerezza fino al respiro che mi manca.
Attraverso giorni che sembrano non voler finire mai e settimane che paiono volare.

Se non ci fosse la poesia

"poi pensi che ho troppo desiderio di te ho paura, dici, che ami solo il mio corpo cosa risponderti, se non prenderti tra le mie braccia fino a fare vibrare la tua anima"    Le parole come àncora in un giorno di pensieri alla deriva...
Proviamo a cambiare colore a questo giorno...   Sogna dolcemente, fino a che i raggi del sole non ti troveranno.  Dolci sogni che lasciano tutte le tue preoccupazioni dietro di te. Ma nei tuoi sogni, qualsiasi cosa loro siano, sogna di un piccolo sogno di me.

Così

...E se avevo un sogno il resto non contava. Né lavorare né pregare né studiare di notte (....) Ed il sogno viveva nel vuoto del mio spirito. Una casa di legno, in penombra, in uno dei polmoni del tropico. E talvolta tornavo dentro di me e visitavo il sogno(...) Un amore sboccato. Un sogno dentro un altro sogno. E l’incubo mi diceva: crescerai. Ti lascerai alle spalle le immagini del dolore e del labirinto e dimenticherai. (...) "I cani romantici" R.Bolaño Ecco. Alcuni giorni si dovrebbero poter saltare. Quando anche gli ostacoli più banali sembrano insuperabili; quando le fatiche più evitabili rotolano senza poter essere fermate; quando il respirare è come cercare aria dentro un sacchetto di cartone. Oggi è così. E allora rubo parole che non mi appartengono e nemmeno somigliano molto. Perchè oggi c'è un'estranea dentro di me. E non mi trovo.  

Tutto torna

" Fuori piove e tu sei la persona con cui voglio guardare fuori quando fuori piove" Penso di aver comperato il libro per questa frase e per quanto mi piace la pioggia. "Tutto torna" è un piccolo libro dove le parole sono cercate con cura e la loro bellezza supera quella della storia che raccontano. Forse non è un bene, per un romanzo, ma è bello per chi le parole le ama e di parole si nutre. "Il fatto è che di me non devo spiegarti niente: ci sei, c'eri. M'intuisci anche da lontanissimo. (...) Ho paura che un giorno, dopo esserci tanto mancati, ci chiederemo se potevamo fare qualcosa concretamente invece di mancarci senza fare niente (...) Metti una bottiglia di vino rosso, togli il mio imbarazzo. Metti quel piccolissimo neo che hai sul labbro, togli la mia esitazione. Metti il gelato al pistacchio, togli le mie domande, soprattutto quella a cui da solo do la risposta. Tutto torna. Metti la pioggia, metti un film e togli il sonoro. Togli i vestiti,...

Caro piccolo insetto

Caro piccolo insetto che chiamavano mosca non so perché, stasera quasi al buio mentre leggevo il Deuteroisaia sei ricomparsa accanto a me, ma non avevi occhiali, non potevi vedermi né potevo io senza quel luccichìo riconoscere te nella foschia. (E.Montale) Se non ci fosse la poesia, a chiarire i pensieri confusi...

Altalena

Gli stessi accadimenti, le medesime parole, identiche percezioni, possono un giorno distruggere e il giorno seguente scivolare con la leggerezza di una foglia. Un'altalena di umori, di serenità, di fatiche o leggerezze che non trovano nessuna giustificazione razionale; che si devono semplicemente accogliere per come arrivano e per come svaniscono. Pietre e piume. Sole e buio. Lacrime e sorrisi. Ho sempre le mie braccia spalancate a cercare l'equilibrio. Ho sempre la consapevolezza della mia indistruttibile fragilità. Ho sempre le catene di quest'altalena cui aggrapparmi. E non cado. Porto pensieri pesanti e sorrisi faticosi attraverso i miei giorni. Ricevo in dono pensieri leggeri e sorrisi lievi per attraversarli con meno fatica. E non cado. Anche quando mi sento sciolta in una pozzanghera fangosa, quando, la sera, l'acqua mi scivola addosso portando via lacrime e pensieri, io non cado. E non so. Se sia fortuna o castigo.

Io e Macabea.

Questo altrove inizia a essere corposo, così ho speso del tempo per riordinarlo un po' e, non so come, ho "portato su" un paio di vecchi post. Va bene così, li lascio lì. Ho riletto parole che avevo dimenticato e mi sono stupita di ritrovare l'attimo in cui sono state pensate e scritte; di risentirne l'umore, il profumo, il dolore o il sorriso. Non so davvero che senso abbia tutto questo scrivere in questo altrove desolato e confuso. So che qui c'è molto di me, di Macabea, dei miei disordinati pensieri, del mio non detto. So che rileggermi, stranamente, mi è anche piaciuto. Come darsi una pacca sulle spalle, da soli. Un po'...come dire...vanitosamente autoreferenziali (che brutte parole, ma non me ne vengono altre...). Allora penso a qualcuno che sfioro di tanto in tanto e che non teme la propria autostima, il proprio talento mostrato con arguta esposizione; il proprio bisbigliato risentimento se altri non lo notano. E penso a questo angolino nascost...

Solo i bambini

Solo i bambini sanno alleviare con dolcezza la tristezza.
La felicità è piccola cosa. Un abbraccio di gioia inaspettato. Un sorriso che non sa spegnersi. La felicità è fragile come cristallo sottile. Basta un fiocco di neve a scioglierla.

Mio fratello Simple

Ancora una volta è Alice a suggerirmi un libro bello. E ancora una volta noto come non esistano libri per ragazzi o per adulti, ma solo libri belli o brutti. Mio fratello Simple è un libro da leggere da quando ci si può regalare tempo, quando si può sorridere senza timore. Il miracolo di questo piccolo libro è nella levità che le parole donano alla storia. Simple è un ragazzo con un ritardo mentale, un "i-d-i-o-t-a", precisa sempre lui quando il fratello minore Kléber lo presenta cercando di giustificarne la trasparenza e il candore. I ruoli s'invertono, le famiglie si scompongono e ricompongono in ordini inconsueti in ogni libro della Murail. Kléber promette a Simple che non lo lascerà mai solo, che non lo rimanderà più nell'istituto scelto da un padre assente. Ma Kléber ha solo diciassette anni, va a scuola, s'innamora, si confonde, si perde e si ritrova Simple che ha la capacità di svelare le verità che solo i bambini sanno vedere e riesce a spiazzare i...

Quello che vorrei

Ci penso da un po'. Quello che vorrei è una stanza tutta per te. Dove non potrei entrare senza calpestare un po' di tutto ciò che sei tu; dove suonerebbe sempre la musica e dove potresti danzare senza interruzioni. Quello che vorrei è una stanza tutta per te. Dove mi sembrerebbe di entrare un po' in una caverna piena di ombre e magie e incantesimi e progetti e numeri e fantasia. Quello che vorrei è una stanza tutta per te. Dove troverebbero posto le mille passioni, i mille foglietti, i francobolli, i reperti di archeologia informatica, gli abiti lisi e smessi da una vita. Quello che vorrei è una stanza tutta per me. Dove poter non fare il cambio armadi, dove stirare senza riporre ogni volta tutto, dove tenere la mia poltrona così com'è: sgualcita, sdrucita, sfondata. Quello che vorrei è un bagno per i maschi, pieno di schizzi sullo specchio; e uno per le femmine, intriso di profumi e con la biancheria dimenticata. Quello che vorrei è la nostra cucina, dove far...

Sogni

In quella soffitta sono chiusi tutti i miei sogni che non saranno. C'è polvere e disordine che non c'era, perché i miei sogni li avevo riposti con ordine, certa che un giorno avrebbero preso vita. Ora ci sono i loro scheletri, che devo, devo, devo, eliminare. Non posso continuare a saperli lì, a prendere polvere, a rovinarsi. Non posso continuare a vederli così, perché fa male di un dolore che non posso raccontare. E devo farlo presto e da sola. Per piangere come si deve, per respirarne l'odore un'ultima volta e provare a tenere solo la parte di loro che può diventare un ricordo. Tutto il resto, che diventi il sogno di qualcun altro

Consapevole

La consapevolezza è un dono insolito. Ha spesso contorni nitidamente frastagliati, indica una via precisa in più delle volte per perdercisi. E' come un'onda che allargandosi stringe e costringe. Ha nome. Lascia indelebile il suo segno anche quando la si nasconde in profondità, quando barlumi di razionale follia fanno illudere di averla scordata. Resta lì, invece, tenace e testarda. Aggrappata al cuore con un morso, ai pensieri con un peso inimmaginabile, quando ancora gli occhi erano socchiusi. Forse, forse, il suo contrario è la gratitudine, quando, se, trova spazio...

Da sola

Leggo parole di gioia, di attesa, di affetto che si desidera condividere. E condivido, davvero. Tutto il mio bene per quella gioa, quell'attesa. E poi scoppio a piangere e non so smettere. E mi sento in colpa per il mio pianto, per il sentimento di invidia, per la colpa che vorrei dare e non so a chi. E nessuno con cui alleggerire il mio peso adesso, subito, non dopo, non quando le lacrime saranno asciugate e il respiro si sarà fatto regolare. Non quando la ragione avrà ripreso spazio e gesti e modi e parole. Ora. Ho bisogno di qualcuno che mi porti via questa tristezza, che faccia sparire la mia cicatrice, che cancelli dalla mia memoria quella minuscola schiena adagiata nella culla che ero, nella tomba che sono stata. Perché tutto questo? Perché la mia incapacità di chiudere in un cassetto, per sempre, i sogni, le delusioni, il dolore? Non è solo mio, questo dolore. In questo istante è di milioni di altre donne, da sempre; per sempre. Non sono sola, ma questo non conso...

29

La consistenza della tua pelle sotto le mie dita. Il profumo dei tuoi cassetti. Il tuo respiro nel sonno. Le gambe troppo magre nelle calze sempre un po' larghe. Gli occhi dalla piega un po' triste. Le tue mani sottili e fredde. E tutto l'amore. Piccoli ricordi di te, che non mi lasciano sola.

Se non ci fosse la poesia...

Accade che le affinità dell'anima non giungano ai gesti e alle parole ma rimangano effuse come un magnetismo. E' raro ma accade. Può darsi che sia vera soltanto la lontananza, vero l'oblio, vera la foglia secca più del fresco germoglio. Tanto e altro può darsi o dirsi. Comprendo la tua caparbia volontà di essere sempre assente perché solo così si manifesta la tua magia. Innumeri le astuzie che intendo. Insisto nel ricercarti nel fuscello e mai nell'albero spiegato, mai nel pieno, sempre nel vuoto: in quello che anche al trapano resiste. Era o non era la volontà dei numi che presidiano il tuo focolare, strani multiformi multanimi animali domestici; fors'era così così come mi pareva o non era. Ignoro se la mia inesistenza appaga il tuo destino, se la tua colma il mio che ne trabocca, se l'innocenza è una colpa oppure si coglie sulla soglia dei tuoi lari. Di me, di te tutto conosco, tutto ignoro. (E.Montale) da PensieriParole