Si è soli quando nessuno sembra vederci; quando non sentiamo la carezza di uno sguardo.
Si è soli quando nessuno sembra ascoltarci; quando le nostre parole restano dentro per non perdersi in un silenzio di banale distrazione.
Si è soli in mezzo a un folla, nel disagio di discorsi lontani da noi, nell'imbarazzo tra persone non sufficientemente sconosciute e non abbastanza amiche.
Ho sempre avvertito la mia trasparenza, il mio non lasciar traccia.
Ho sempre desiderato avere la capacità di contorni ben incisi. Vanità.
Ho affinato l'arte della trasparenza, del muoversi senza spostare l'aria, dell'osservare passando oltre, come se tutto ciò su cui il mio sguardo si pone, fosse al di là della materia che deve attraversare.
Eppure sono stata notata, vista, guardata. Sono stata udita e ascoltata.
Allora cos'è questa solitudine che da sempre mi è compagna?
Mi manca la pioggia a farmi compagnia.

A volte basta saper di potersi fermare. E attendere.
Forse è nato da questo il desiderio di tornare, anche se ancora non ho ben chiaro il come del mio tornare.
Ancora non so come riempirlo, il mio ritorno.Quali parole pronunciare, quali pensieri osare. Sospesa nell'incertezza del mio stesso desiderio di trovare una via, un'espressione, un modo, per pensieri che non rimangano prigionieri tra i nodi dei miei capelli.
Forse servirebbe qualcuno con cui condividerli, i miei pensieri; trasformandoli in parole rumorose, in risate, in sorrisi d'intesa, in silenzi leggeri di complicità.
Forse. Ancora un forse.
Però.
Questo luogo mi è mancato.
Starne lontana è servito a sollevare lo sguardo, seppur di poco. Non ha attutito la nostalgia per chi non cammina più al mio fianco, per chi non può o non vuole camminare al mio fianco. Non ha curato il dolore, la distanza; né amplificato la gioia. Ero sempre, Macabea, io in un altrove diverso da quello che desidero. Perché l'altrove che voglio è anche qui.

Lentamente

Comincia con un pensiero piccolissimo, bisbigliato appena.
Poi si notato coincidenze che tali non sembrano.
Un profumo, un oggetto che si credeva smarrito improvvisamente ritrovato, una voce. Ricordi?
La nostalgia si fa urgenza. E si ritorna.
Questa casa silenziosa che ha accolto il mio lento ritorno, ha ancora le finestre socchiuse; ancora la polvere copre molto del suo calore.
Fuori i giorni passano veloci, il respiro non trova il tempo di ascoltarsi, il tempo scivola tra parole poco attente e sguardi troppo di corsa. Incespico. Non cado.
L'apnea che da sempre regola il mio cuore è tutta lì fuori.
Qui è silenzio e ombra accogliente e calore come di braccia che mi attendono.
E provo. A ritornare. Lentamente.

Freddo

Forse l'amore più grande è quello che sa tacere; quello che vede e decide di non guardare, che sente e decide di non ascoltare.
Forse tornare è più doloroso che partire, ma forse è nel rimanere che l'amore attraversa i giorni.
Imparare il silenzio che si nutre di gesti. Un abbraccio, per esempio.
Imparare il silenzio che accoglie e ristora e diventa rifugio; e casa.
Ho necessità di pensieri che trovo solo quando l'acqua mi è ovunque, ma qui fa ancora freddo, e mentre imparo il silenzio e cerco pensieri, desidero respirare la voce calda di chi mi ha abbracciata e non è.

Macabea


Capita di tornare
Capita di trovare una chiave rimasta nascosta tra troppi oggetti dimenticati.
Capita di sentire un profumo, una voce, una luce; e il ritorno sembra inevitabile.
Dove sono stata? Ferma o in cammino?
Più rughe sul mio viso, più confusi i miei capelli, più consapevoli i miei pensieri.
Meno ferme le mie mani, meno sicure le mie labbra, meno consapevoli i miei pensieri.
Più stanchi gli occhi, più lento il cuore.
Meno sicuro il passo, meno certa la strada.
Nessuno ha bussato alla mia porta; nessuno è venuto a cercarmi.
Partita dal nulla al niente ritorno.
Partita da me, torno a me.
E' possibile la partenza se non prevede il ritorno?
Ho aperto la porta e, senza accendere la luce, ho socchiuso la finestra. I prossimi giorni deciderò se aprirla, se dare aria alle stanze, se togliere la polvere che si è posata ovunque raggiungendo i miei gesti ma non i miei pensieri.Forse.
I prossimi giorni deciderò. Adesso mi siedo, respiro piano e riconosco il posto che era mio. Forse.

Fine

Macabea può permettersi di fermarsi, di smettere di resistere, di scendere e di sparire. E lo farà.
Io no, non posso; ma senza Macabea questo posto non ha più senso.
Un altro mucchietto di parole lasciate nell'immensa discarica della rete...

P.s. Caro Jesùs,
tra poco sarà il tu compleanno e ti chiedo un regalo.
Fammi sapere che ci sarai ancora, nei miei giorni. Nei miei pensieri ci sei sempre.
Ti voglio bene.
Paola

Fine

Macabea può permettersi di fermarsi, di smettere di resistere, di scendere e di sparire. E lo farà.
Io no, non posso; ma senza Macabea questo posto non ha più senso.
Un altro mucchietto di parole lasciate nell'immensa discarica della rete...

P.s. Caro Jesùs,
tra poco sarà il tu compleanno e ti chiedo un regalo.
Fammi sapere che ci sarai ancora, nei miei giorni. Nei miei pensieri ci sei sempre.
Ti voglio bene.
Paola

Azzorre

Eppure questo potrebbe essere uno dei miei giorni preferiti.
Pioggia e temporali che hanno accompagnato i miei sogni, belli, fatti mano nella mano con una ragazzina timorosa.
Pioggia e temporali anche la mattina. Mattina grigia e un po' buia, fresca. Ideale da lasciar passare leggendo, sotto una coperta leggera, con la finestra aperta a sentire il profumo e il rumore della pioggia.
Invece aspetto che questo giorno possa finire presto.
Aspetto di chiudere gli occhi perché i miei sogni, da un po', sono spesso più belli dei miei giorni.
Aspetto di chiedere aiuto alla mia innata capacità di rimozione per rivolgere il mio pensare a pensieri leggeri e belli e un po' inutili e leggeri e belli proprio per questo.
Nel mentre resisto.
Ma ultimamente la resistenza sta prendeno la forma di un progetto di "fuga".
Necessità di trovare dove si è nascosto il coraggio per farlo. E farlo bene.
Fuga che non deve essere un fuggire ma un cambiare verso quell'altrove che mi consenta di trovare il mio mare e la mia isola: e che non sia deserta!
Se non ricorderò dove ho nascosto il coraggio e la dove la capacità di farlo, allora sarà tristezza faticosa da reggere. E non ne ho voglia.
Ho voglia di essere contenta, di volermi bene per volerne a chi amo. Ho voglia di dimenticare i pensieri sterili e i mal di testa che portano con sè.
Ho voglia di trovare qui le mie Azzorre e coltivare qui le mie ortensie.

Io

Le mie foto
penso troppo e rischio di dimenticare di essere felice.
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