La felicità in un attimo

"C'è un'ape che se posa su un bottone di rosa: lo succhia e se ne va… Tutto sommato, la felicità è una piccola cosa"
(Trilussa)

Ecco.
Respiro.
E trattengo a stento la gioia nel sentire il calore di quella voce che mi fa sentire accudita.
Respiro con tutto il corpo.
E nel rossore che mi prende e che stenta ad andarsene, nello stomaco in subbuglio che non ne voleva sapere di mangiare, ci sono i sogni brutti che si sciolgono, la paura che dissolve piano, il sollievo nei cuori che abbracciano il mio.
Ecco.
Respiro. 
E ringrazio.

Paura

La verità è che ho paura.
E che la paura più difficile da tenere a bada è quella che leggi in chi ti sta accanto.
La verità è che sarebbe più facile avere paura da sola.
E magari non sentirsi in colpa per questo.
La verità è che i sogni mi fanno temere il sonno.
La verità è che il mio egocentrismo mi fa vedere segni ovunque.
La verità è che ho paura. E che vorrei poter aver paura da sola.

Mettiti comodo

E lasciati abbracciare dal sole.
Mettiti comodo.
Gli occhi chiusi, i pensieri leggeri, i gesti lenti e un po' pigri.
Mettiti comodo.
Annusa il profumo del rossore per parole quasi senza voce.
Mettiti comodo.
Ascolta l'acqua e sentine la corsa fresca sotto il sole caldo.
Ascolta il ronzio del risveglio di questa primavera che più bella non si può.
Mettiti comodo.
E non pensare a niente.
E, se proprio non ci riesci, pensa a un bacio.
Dato con occhi chiusi, pensieri leggeri, labbra pigre, gote rosse, profumato di acqua e di sole e di azzurro.
E di me.

Sei come sei

In pochi mesi due storie di amore e diversità.
E mentre scrivo amore e diversità, ne colgo la contraddizione, ché l'amore non si classifica e la diversità presuppone una normalità difficilmente individuabile come certa.
Certo è che la Mazzucco racconta la storia di una amore omosessuale con la naturalezza che era mancata al libro della Mazzantini. (Splendore)
"Sei come sei" è la storia di Eva figlia di due uomini, diversissimi tra loro ma legati da un amore naturale e profondo al punto da farli decidere di diventare padri.
E' la storia di una ragazzina che viene bruscamente privata dei suoi affetti per un destino imprevisto e soprattutto per la certezza di alcuni di sapere cos'è giusto e normale.
E' la storia di una cattiveria subita fino a farla propria e della fuga davanti a quella cattiveria che ci ha sorpresi.
E' la storia di un coraggio ingenuo e  incosciente mosso dal bisogno di andarselo a riprendere quell'amore che ci hanno tolto.
Forse i protagonisti sono un po' scontanti nei loro ruoli: troppo matura Eva; troppo naif Giose; troppo per bene Christian.
Forse  i personaggi che ruotano intorno a loro lo sono altrettanto e la storia lascia talvolta il desiderio di domande che non trovano risposta nelle pagine seguenti.
Però si sorride dell'ingenuità consapevole di Giose, si pensa allo scorrere del  tempo con Christian, si respira del respiro trattenuto di Eva e dei suoi pensieri.
Il libro lascia aperte molte possibilità e la mancanza di giustificazioni, il non sentirsi in dovere di spiegare perchè ci si ama, ci si sceglie e inevitabilmente si continua a farlo, mi è sembrato il migliore dei finali possibili.

Sorrido

Sorrido.
Dopo i giorni di desideri realizzati.
Sorrido.
Con il dolore leggero che mi ricorda un pensiero pesate.
Sorrido.
Si attraversano tempi che cambiano la prospettiva, almeno per un po', forse per sempre.
In un attimo il relativo appare in tutta la sua pochezza invadente e indispensabile.
In un battere di ciglia si scoprono infinite sfumature di luce.
In una riga di parole si svelano sentimenti che cambiano corrispondenza.
Sorrido.
Per ricordarmi che oggi sono più forte di ieri.

Per te, Jesus

Ciao.
So che domani mi penserai. Lo so.
Lo scorso anno il regalo della tua voce ha chiuso la giornata del mio compleanno. Domani non lo avrò, il tuo regalo, ma so che mi penserai.
E non mi basta, perchè sono tante le cose che vorrei dirti.
Vorrei dirti che un anno fa scoprivo che il mio desiderio più grande cercava un nido sotto il mio cuore, che quel desiderio è volato via ancor prima di farsi vedere davvero; che ha lasciato una ferita che non so vivere serenamente. Che un anno dopo sono in attesa di sapere se le cellule che hanno trovato nel mio seno possono essere più brutte di quello che sembrano.
Vorrei dirti che mai come da quando ti sei nascosto sei presente nel mio pensare.
Vorrei dirti che mi manchi, che sono in pena per te, che non sapere è la sofferenza più grande.
Vorrei dirti che il bene è sempre tutto qui, a cercare di non lasciarti andare. O a lasciarti andare sperando tu sappia di poter tornare.
Domani saremo a Firenze. Ti ricordi il nostro sonno sdraiati sul prato davanti a S.Maria Novella? Ma ti piaceva veramente Klimt o era solo il tuo affetto per me?
Ti penso, Jesus.
E gli auguri che domani mi manderai, io li sentirò.
Ovunque tu sia.
Ti voglio bene.

La grammatica dell'amore

Sotto una coperta colorata con tanti cuscini a reggere i pensieri che si fanno leggeri e iniziano a seguire la storia.
Tu, di spalle, ascolti e sogni.
Io leggo. Ad alta voce. Per te.
Come non facevo da troppo tempo.
Hai accettato il mio invito di malavoglia, per non dover fare la fatica di dire di no e di malavoglia hai tolto le cuffiette dalle orecchie e mi hai seguita.
Capitolo 1. Le dieci principesse.
E ci siamo perse nella storia di Irene che si perde tra i libri che dovrebbero insegnarle a comprendere la grammatica dell'amore.
I primi sette capitoli se ne sono andati in un soffio e hanno lasciato il posto a chiacchiere un po' sciocche, a gesti un po' sciocchi, a risate un po' sciocche. A un'intimità che chiede pazienza e tempo e lentezza e voce e sguardi diversi sulle medesime parole.
Aspetto il prossimo appuntamento.
E con la voce un po' roca e il cuore sereno, suggerisco questo libro alle mamme di ragazzine confuse e incerte e testarde e bellissime.
Per regalarsi tempo insieme. E insieme cadere tra la pagine di una storia lieve.

Io

Le mie foto
penso troppo e rischio di dimenticare di essere felice.
macabea. Powered by Blogger.