Ho solo il silenzio per la fatica che sta riempiendo i miei giorni. E la sensazione di impotenza e inutilità.
Sembro non avere armi, non servire. Sono disarmata e inutile.
Troppo tempo che siamo privi di giorni da dimenticare, di quelli che scivolano via senza lasciare traccia. Troppo tempo che i giorni sono tutti salite da percorrere senza nemmeno vedere la meta, lassù.
E' quasi Natale. Spero mi porti un miracolo piccolo e nemmeno troppo prezioso. Spero mi porti la capacità di vederlo, perché temo di aver perso anche quella.

A.

Vorrei dirti parole che volessi ascoltare.
Vorrei fossero parole non per farti piacere, ma per farti sentire compresa.
Vorrei fossero parole che abbracciano e vorrei sentirti sciogliere nel loro abbraccio.
Invece quando ti abbraccio, anche senza parole, sembri a disagio, rigida e con il solo desiderio di liberarti di quell'abbraccio. E le mie braccia si riempiono di gelo e il cuore, per un attimo che dura anche ora, se ci penso, si ferma.
Vorrei saper tacere del silenzio che vorresti.
Vorrei sapere quel tacere, non per farti sentire sola, spiegata malamente, raccontata malamente; ma un tacere che ti facesse sentire accolta e, ancora, compresa.
Perché l'impossibilità  di comprendere quello che pensi, come lo pensi, come ti racconti è il mistero doloroso che stiamo vivendo.
Guardarti mentre ti perdi è un dolore che sopporterei senza fiatare, se sapessi che ti porta alla luce.
Guardarti da lontano è un dolore che sopporterei senza respirare, se sapessi che ti porta a casa.
Le mie braccia sono spalancate, le mie labbra chiuse, il mio cuore in disparte.
Sono qui. Ti aspetto. Sempre

Che non finisse mai quel dondolio

Tu non ricordi
ma in un tempo
così lontano che non sembra stato
ci siamo dondolati
su un'altalena sola

Che non finisse mai quel dondolio
fu l'unica preghiera in senso stretto
che in tutta la mia vita
io abbia levato al cielo

(M.Mari)

Se non ci fosse la poesia, la mia voce non troverebbe suono.
Se non ci fossero le parole scritte da altri per me, la mia voce non sarebbe.
La mia voce è silenzio che parla con parole d'altri.
Ogni ferita è più lunga a guarire.
Ogni silenzio più difficile da tacere.

Piccoli pezzi

Desideravo un altro piccolo esercizio di felicità che gira da un po' tra i miei pensieri, invece mi sento così a pezzi, ma pezzi piccoli e uno diverso dall'altro, che non posso.
Ciò che posso è cercare i cerotti della giusta misura per tenermi insieme.
Mi chiedo quando arriverà il giorno in cui non serviranno che quelli più piccoli e solo così, per prudenza.
C'è chi riesce a mandare in frantumi il mio cuore con precisione chirurgica e poche frasi.
C'è chi riesce a farmi sentire sempre la ragazzina che delude le aspettative, quella che non fa e non è mai abbastanza.
E poi ci sono io.
Volevo respirare l'odore del mare, oggi. Nel vento freddo che qui sembra portare il profumo della neve e invece, in spiaggia, avrebbe portato sale sulle labbra e tra i capelli.
Volevo un vento che impedisse di sentire la fatica del mio respiro.
Invece sono rimasta qui. A pezzi che nessuno raccoglie. Nemmeno io.

Piccoli esercizi di felicità. 8

La nebbia ad ammorbidire i profili, le mani fredde e i termosifoni per la prima volta caldi.
Raccogliere una paura e farla propria per alleggerire quella di chi te l'ha affidata.
Il pensiero di un sorriso che ti pensa.
Il sorriso che nasce prima di poterlo fermare.
Venerdì di minuscole promesse: la pigrizia, una coperta, le voci dei miei figli, un libro, tu.


Sono arrabbiata con te

Sono arrabbiata con te.
Per la volta che ti ho chiesto di offrirmi una merenda e hai finto di non avere spicci per pagare, così abbiamo diviso la spesa (lo so che hai finto: poi ho guardato nel tuo portafogli).
Perché mi hai negato senza dire mai un no chiaro, il mio desiderio di avere un terzo figlio.
Perché poi, quando la terza gravidanza è arrivata, inaspettata, mi hai accusata di averti ingannato e mi hai lasciata sola di una solitudine che non immaginavo nemmeno esistesse.
Perché ho perso il nostro terzo figlio. E non riesco a non pensare che sia accaduto perché ha sentito il tuo rifiuto e la mia solitudine.
Perché mi hai tradita per primo e hai lasciato che ti tradissi anche quando avevo chiesto il tuo aiuto.
Perché di questo dolore avrei avuto bisogno di parlare e capire e invece tu hai chiesto silenzio e io ho taciuto. Perché non mi hai mai chiesto scusa e invece quando ti ho ferito io, mi hai vomitato addosso tutta la tua rabbia e il tuo dolore.
Perché ho chiesto due giorni per noi quattro e hai detto di no.
Perché non sono capace di fare da sola, senza di te, le cose desidero per noi.
Perché i muri della nostra camera hanno bisogno di essere ripuliti a fondo, prometti di farlo  e non fai e non lasci che chiami qualcuno a farlo.
Perché non sono capace di chiamare qualcuno che lo faccia al posto tuo.
Perché in questi anni non hai mai chiesto dove trovassi le risorse per i corsi di danza, di nuoto, di musica, per le scarpe dei ragazzi, i loro abiti, le bollette di casa, l'assicurazione dell'auto. Ma sottolinei spesso che la spesa la paghi tu.
Perché nascondi la tua tirchieria vestendola di premura e attenzione per il nostro futuro e neghi un presente che c'è, adesso, perdendo occasioni di tempo prezioso che non ci verrà reso. I ragazzi crescono in fretta, così in fretta...
Perché la tua parsimonia sta contagiando i tuoi sentimenti; che non manifesti quasi mai con gesti piccoli, inaspettati, che ho chiesto fino a perdere la voce. Tanto che la rosa di qualche giorno fa, mi è parsa quasi un miracolo. Non è ancora appassita: forse è davvero un miracolo
Perché non mi regali quello che desidero ma quello che pensi dovrei desiderare.
Per le parole che mi hai urlato in auto e che non riesco a dimenticare.
Perché c'è stato un tempo in cui hai provato a dirmi che sono cattiva e antipatica e a giustificare così il mio senso di solitudine. E adesso provi a dirmi che sono io ad avere una visione negativa, cupa, del mondo e dell'esistenza, lasciando perplessi quanti ti ascoltano: perché hai anche la premura di dirlo quando non siamo soli.
Perché con tutto quello che siamo riusciti a superare in questo ultimo anno, la scorsa estate sei riuscito a preoccupare molto tua sorella e a coinvolgermi nel più imbarazzante momento che abbia vissuto, quando lei, per affetto, mi ha offerto il suo aiuto, economico, in seguito alla tua catastrofica previsione del nostro avvenire.
Sono arrabbiata con te.
E sono arrabbiata con me.
Perché ho rinunciato a dire e a lottare e ti amo per quello che sei.
Perché ho rinunciato a lottare ma non so smettere di sentirmi ferita.
E' una strada lunga. La cammino tenendoti per mano, perché senza la tua mano cadrei.
Sono arrabbiata con te. Perché ti amo.



Da lontano. Sempre vicino

Non bastano i pochi giorni passati. Il silenzio resterà sempre e la parola mancherà sempre.


Da lontano. Pierluigi Cappello

Qualche volta, piano piano, quando la notte
si raccoglie sulle nostre fronti e si riempie 
di silenzio,
e non c'è più posto per le parole,
e a poco a poco si raddensa una dolcezza 
intorno
come una perla intorno al singolo grano 
di sabbia,
una lettera alla volta pronunciamo 
un nome amato
per comporre la sua figura; allora 
la notte diventa cielo
nella nostra bocca, e il nome amato 
un pane caldo, spezzato.



Io

Le mie foto
penso troppo e rischio di dimenticare di essere felice.
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