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La consistenza della tua pelle sotto le mie dita. Il profumo dei tuoi cassetti. Il tuo respiro nel sonno. Le gambe troppo magre nelle calze sempre un po' larghe. Gli occhi dalla piega un po' triste. Le tue mani sottili e fredde. E tutto l'amore. Piccoli ricordi di te, che non mi lasciano sola.

Se non ci fosse la poesia...

Accade che le affinità dell'anima non giungano ai gesti e alle parole ma rimangano effuse come un magnetismo. E' raro ma accade. Può darsi che sia vera soltanto la lontananza, vero l'oblio, vera la foglia secca più del fresco germoglio. Tanto e altro può darsi o dirsi. Comprendo la tua caparbia volontà di essere sempre assente perché solo così si manifesta la tua magia. Innumeri le astuzie che intendo. Insisto nel ricercarti nel fuscello e mai nell'albero spiegato, mai nel pieno, sempre nel vuoto: in quello che anche al trapano resiste. Era o non era la volontà dei numi che presidiano il tuo focolare, strani multiformi multanimi animali domestici; fors'era così così come mi pareva o non era. Ignoro se la mia inesistenza appaga il tuo destino, se la tua colma il mio che ne trabocca, se l'innocenza è una colpa oppure si coglie sulla soglia dei tuoi lari. Di me, di te tutto conosco, tutto ignoro. (E.Montale) da PensieriParole

Meglio la poesia...

Che poi. Se l'intuito da solo troppo spesso non basta, allora gli occhi bisogna aprirli bene, drizzare le orecchie, avere pori sensibili a ogni respiro. Una (inevitabile?) fatica inutile. Per sopravvivere e non soccombere. Magari aiutandosi un po'... Cito liberamente : «Mai indietreggiare su questioni di dignità personale, mai subire o illudersi che sia meglio non creare problemi. E ancora: per quanto sia difficile, resistere alle provocazioni dello stronzo con ferma gentilezza: per contenerlo e anche per non cadere su un terreno che lo vede vincente. Non c'è altro da fare, del resto, sempre che non si consideri un'alternativa appetibile permettere che la cancrena della stronzaggine vada in metastasi invadendo ogni aspetto della vostra vita e trasformandovi in altrettanti sfigati senza amici, né passioni, né affetti familiari autentici, gente che sgomita per un po' di malinteso potere. Se mettete il lavoro al primo posto significa che non vi piace torna...

Domenica sera

Spesso mi capita di vedermi riflessa in uno specchio e non riconoscermi. L'immagine che mi ritorna non coincide con quella che sento. E mi spavento. Ma come mi vedo io, non lo saprei dire. Ho dato solo da pochi giorni contorno chiaro a un sentire che stava lì, confuso, da molto tempo. Sono cambiata tanto, pur restando immobile. Non ricordo dove ho messo il mio ottimismo ad oltranza. Non so più in quale cassetto ho chiuso i miei sogni. Non trovo più la chiave per aprire la porta alle idee assurde che danno leggerezza ai gesti e regalo attesa ai giorni. E nello stesso tempo porto sulla pelle tutte le speranze, le illusioni, i sogni che mi hanno fatta arrivare fin qui. E fa male, sentirsi traditi da se stessi. Fa male sapere dell'inevitabilità del tradimento, perchè continuare a credere ai miracoli, sarebbe un dolore ancora più grande. Ma se è così, se davvero non trovo, non ricordo, non so più dove sono i miei sogni, dove sono il mio ottimismo e la mia incapacità di cr...

20 settembre

Finisce l'estate con una dolcezza consolante e la malinconia avanza. Non per l'autunno che arriva, esplosione dei colori e dei cieli che amo. Malinconia per l'inevitabile tradimento ai miei sogni. E per l'incapacità di seppellirli per sempre. Impastata di fallimento e ottimismo; di speranze e disillusioni. Un passo avanti. Ferma. Un passo indietro. E si ricomincia. Ancora. Non si cresce mai davvero? O si cresce davvero al punto da dimenticare chi siamo? E quali tracce lasciamo, nel nostro crescere? Del nostro passare? Penso.

Oggi

E poi ci sono le giornate come questa. Che si svegliano tra vento e carezze. Che regalano un cielo trasparente e una luce che disegna le montagne di un verde intenso. Giorni di parole perse che però si ritroveranno. Giorni in cui il passare del tempo e' un po' lento, sì, ma lieve. Le mani iniziano a essere fredde, ma la pelle porta ancora il sole addosso. L'aria ha cambiato profumo, i colori si vanno riempiendo d'autunno.

Aspetto. Aspetto.

«Io vorrei farti dormire, ma… come i personaggi delle favole, che dormono per svegliarsi solo il giorno in cui saranno felici. Ma succederà così anche a te. Un giorno tu ti sveglierai e vedrai una bella giornata. Ci sarà il sole, e tutto sa rà nuovo, cambiato, limpido. Quello che prima ti sembrava impossibile diventerà semplice, normale. Non ci credi? Io sono sicuro. E presto. Anche domani. Guarda, Natalia, il cielo! È una meraviglia!». Fëdor Dostoevskij, "Le notti bianche".

Ritorno

Di questa estate ormai finita porterò con me ancora per un po' il colore del sole sulla mia pelle, le voci dei ragazzini nell'aia, la fatica del tentativo di comprendere chi non sa come fare a crescere, gli entusiasmi per i piccoli successi di bimbi tenaci, i volti di chi si incontra di rado e con affetto. Porterò con me la settimana noi quattro soli, in un mare che non conoscevamo, in una terra solo sfiorata; non consentirò al mio cuore di scordare le immagini di una città viva solo nel testardo desiderio di chi l'ha lasciata e uccisa dalle menzogne di chi ha usato una tragedia per il proprio effimero trinfo. Un'estate che ha portato notizie di attese di gioia che hanno ingarbugliato il mio cuore e i miei pensieri. Perchè non riesco a gioire con leggerezza di una vita che cresce nel ventre di un'altra. Perchè ho compreso che la primavera passata non ho perso solo il mio bambino, ho perso, mi è stato strappato da dentro, il desiderio stesso. Perchè adesso ho un...

Non passa

Non passa. Come una ferita che non guarirà. Come un tatuaggio sulla pelle. Come un cuore che lacrima in silenzio. Posso vivere attimi di gioia, giorni felici, anni sereni. Non passa. Come una pena senza fine. Come un giudizio senza più appello. Come un incubo da cui non mi so svegliare. Non passa. No passa.

ASCOLTO

Ascolto ma non so Se ciò che sento è silenzio O dio Ascolto senza sapere se sto sentendo Il risuonare delle pianure del vuoto O la coscienza attenta Che nei confini dell'universo Mi decifra e fissa So appena che cammino come chi È guardato amato e conosciuto E per questo in ogni gesto metto Solennità e rischio . (Sophia de Mello Breyner Andresen)

Vuoto

Parole scritte e cancellate. Perché a rileggere, qualche volta, si evitano errori. Perché di questo vuoto che mi riempie e mi duole dentro, non so dire come vorrei.

ps

E poi può sempre capitare qualcuno che, più o meno incosapevolmente, si appoggia all'interruttore e spegne la luce. Allora, forse, per un po', sarebbe meglio prendere la porta e chiudersela alle spalle. Sapendo chiuderla...

Ieri, oggi e domani. Forse

E poi capitano giorni che scivolano leggeri sulla pelle, come certe sciarpe di seta che quasi non le senti. Capitano giorni che non si ricorderanno: e questo sarà il loro dono. O forse non sono i giorni e invece sono i nostri occhi a fare il tempo, la fatica, la leggerezza. Il nostro sguardo sulle persone intorno a noi, che magari lanciano sassi che colpiscono, oppure stringono le nostre mani per aiutare i nostri passi. Attendo questa sera, il viaggio che era stato segnato da una bolla nera e che spero si trasformi in luce che si spegne lentamente, tra campi rigogliosi e asfalto discreto. Aspetto voci che amo oltre ogni dire, e il profumo dell'acqua, del sale.

Un istante

Capita così. In un istante dentro è buio e il buio esce e circonda. Può splendere il sole. Può essere una canzone, lo sguardo che cade dove non dovrebbe. Ci si sente circondati e il magone cresce. Come una bolla incapace di esplodere. Allontana gli altri, ma quello che si vorrebbe è invece una carezza. Una carezza che sia esattamente quella. Impossibile. Allora ci si tiene il magone, il buio, la bolla che non esplode e si attende. Che passi. Perchè prima o poi passerà

Oggi

"Guarda queste due patatine! Appiccicate. Una grande e una piccola: come me e te" "Che bello pranzare insieme! E poi...con una donna bella come te..." Ha dieci anni e come regalo per una pagella fantastica ha chiesto un pranzo da fidanzati con la sua mamma. Certi giorni vengono salvati da piccoli uomini che crescono.

Frammenti

Ti ritrovo in frammenti sparsi per il mondo. In un gesto, un sorriso. In capelli spettinati dal vento. Frammenti di te tra le pagine di un libro, nella voce di una persona sconosciuta. In un profumo per caso a ricordare qualcosa di lontano nel tempo. In una canzone che magari piace poco ma che porta il battere del tuo respiro. Non c'è tempo. Non c'è spazio. Non c'è lontananza. Ci sono pensieri che s'intrecciano. Vicini o lontani non ha importanza.

Violenza

Ho inziato a scrivere un elenco di ciò che secondo me è violenza negli atteggiamenti quotidiani, verso chi ci vive accanto. Ieri ne sono stata accusata, come spesso capita. Non piace il mio tono, il mio modo. Ho cancellato l'elenco, che comprendeva anche la mia violenza. Troppo personale. E' come guardare da una stessa finestra e affacciarsi su due panorami completamente differenti.

Dolore

Come una spina sottopelle. Non passa un dolore. E' carne viva in un istante, per un'immagine estranea a ogni riferimento che chissà cosa va a toccare. Per una musica di parole come balsamo che invece bruciano come sale. Non passa. Piange, lacrima, si nasconde in un sorriso inaspettato, in un'apparenza di oblio. Non passa. Resta lì. In attesa di morderti. "Non si guarisce mai da ciò che ci manca. Ci si adatta, ci si racconta un'altra verità" (M.Mazzantini)

Responsabilità

Di ciò che si dice e di ciò che si tace. Di ciò che si ascolta e di ciò che non si vuole sentire. Di gesti lasciati sospesi e di gesti compiuti. Di corse e di frenate. Di ciò che si vede e non si riconosce e di ciò che si riconosce e non si vuole vedere. Di baci perduti e baci regalati. Di pagine chiuse, di pagine dimenticate aperte, di pagine che non si chiuderebbero mai. Di sogni consapevoli e idee confuse. Di passi sbagliati, inciampati e di passi sicuri. Di sguardi disinvolti e occhi timidi. Di incontri sfiorati, evitati e di incontri cercati, voluti, vissuti. Di coincidenze e occasioni mancate. Di ogni momento e di nessun tempo. Di oggi e di mai.

Tempo

E si ricevono doni. Basta saperli cogliere. Si ricevono carezze che si posano sul cuore, mettono radici per crescere, fioriscono. Ci si scopre a sorridere per un nulla pronunciato come per caso e il momento dopo gli occhi si velano ancora, per ancora, poco dopo, sorridere. Si attendono giorni senza sapere cosa si desidera. Si prendono treni, strade, pagine di libri. Si riempiono fogli, sparsi e subito persi, di pensieri confusi. Per questo si vive e di molto altro ancora che non so dire, che sento, che sbaglio, che voglio. Il cielo che prima era di nuvole basse ora si è aperto al sole e all'azzurro. Mi aprirò anch'io, un giorno.