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Finisce novembre

Apro la finestra e lascio entrare il sole freddo a gelare il mio respiro. Cielo troppo pulito per il mio desiderio d'inverno. Ieri la cera è colata in lunghe lingue tiepide. L'ho sciolta tra le dita. Cerco un respiro che si scaldi con il mio

Ti scrivo da vicino, come se la mano

Ti scrivo da vicino, come se la mano ti fosse oggetto breve affiorato, come se dalla strada ti arrivasse la piccola certezza per l’acquisto dei minuti seguenti. Da vicino come il sole, come la cicala. Come un silenzio pieno che ti venisse agli occhi di mattina e amarti fosse l’abito scelto al cominciar del giorno. (Pedro Tamen )

Questa differenza

La differenza è nell'attesa che pretende risposta. La differenza è nel pensare che si dovrebbe chiedere; anche di giustificare. E' nella gratuità che porta un dono inatteso, la differenza. Nel chiedere e nel dare. Nel presente e nel sempre. Nel qui e ora. Nel giorno che è stato e in quello che sarà. Sapendo che ci sarà. Nell'approdo a mare fermo che è la sostanza di questa differenza.

La differenza

La differenza è nell'attesa che non si può pretendere, che non si può chiedere. La differenza è nel pensare all'impossibilità di chiedere, di giustificare. E' nel nulla in cambio, la differenza. Nel non chiedere e non dare. Nel presente, quando c'è. Nel qui e ora. Nell'altrove sospeso sul nulla che è la sostanza di questa differenza.
Non posso essere Macabea. E non posso essere altro che lei. Altro è troppo male, in questo momento. Macabea non sa ascoltarmi, in questo momento. Le goccia d'acqua che mi scava il cuore è arrivata a colmare i pensieri. Non sono più io. Sono un pensiero solo. Io, che ho sempre pensato troppo, ora non possiedo più che un pensiero. E ho dimenticato come essere felice. E ho dimenticato come tornare.

Distanza

La distanza può stare tutta fra due parole gentili. Grazie. Prego. La distanza può abitare uno sguardo breve, in un gesto evitato. La distanza è tra il bianco che copre i campi a riposo e l'azzurro che copre l'orizzonte. Ci si nasconde nelle troppe cose da fare. Ci si veste dei propri pensieri distratti. E si vive del sogno trattenuto nella veglia, quando gli occhi si aprono e i colori restano. Ci si copre con un silenzio denso. E si pensa.

Spina

Una piccola spina si è infilata nel palmo della mia mano destra. A ricordarmi quello che so sentire. A ricordarmi quello che so dimenticare. La sento con dito, a pugno chiuso. La vedo, minuscola, con la mano ben aperta mentre cerco di indicarle una via per lasciarmi. Non lo so se la mia mano sinistra saprà aiutarmi. Non lo so se poi la mia mano destra sarà davvero più felice.
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Il cielo blu e il respiro libero di un giorno leggero.

Il cielo a coprirci

Se la tua pelle è diventata la mia, se la mia pelle è diventata la tua, non c'è distanza, non c'è silenzio, non c'è tempo a separare. Se il cammino ha oltrepassato il confine, non c'è andare, lasciarsi, perdersi. Se il cielo che scalda la nostra notte, che illumina il nostro andare è il medesimo, non c'è mondo troppo grande per non farmi sentire, in quest'istante, il tuo respiro nel mio, il mio cuore nel battere del tuo.

Piove

Piove. I vetri sono chiusi, le imposte solo accostate. La pioggia è il solo respiro di questa notte. Socchiuderò anche i vetri. E aspetterò.

Dormi

Accarezzo il tuo sonno e mi chiedo: esiste amore più grande di quello tra le mie dita e i tuoi capelli?

Ognissanti

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Mi sono vestita di colore e luce. Ho respirato cielo. Ho dormito sogni in corsa. Ho schiuso le labbra per non dire parole. E ti ho trovato. Nell'oro della foglia, nel profumo di legna bruciata, nei muri freddi, nello stesso azzurro a coprire il mio cuore e il tuo.

Oggi, domani

Cerco riposo. Cerco un abbraccio che non so dare. Da quando sei partito indosso la tua giacca verde, quella che hai scordato. Cerco una finestra per potermi affacciare su un orizzonte nuovo. Cerco una mano che non so stringere. Da quando mi sono trovata non sono mai stata tanto sola. Cerco un calore che non sia il mio. Cerco un desiderio che mi appartenga. Da quando mi chiamo per nome, il mio nome è diventato il tuo. Cerco uno specchio che mi rifletta così da conoscermi. Cerco una voce che mi dia parole. Le mie labbra dicono il silenzio. I miei pensieri urlano. Da quando sei partito ho tasche cucite e mani fredde. Ho regalato la tua giacca perché viva. Ho socchiuso la mia porta. Ho scritto il mio nome sul vetro appannato: il mio, non il tuo. Ho cantato piano e pensato forte, domani.

Anche se piove

"Basta così poco alla mia precaria anima (...) così poco per tornare, per essere: raggio che s'acqueta d'un cielo ove cadere! (Zanzotto)

Un istante prima della notte

C'è un momento in cui il silenzio arriva. Un momento in cui la luce si attenua. C'è un istante in cui il calore sale lento fino alle dita. E' mio, quel momento. E' adesso. Neppure tu potresti davvero condividere quest'istante con me. Neppure tu che tengo come un fazzoletto piegato sul cuore. Tu che stai respirando un'aria lontana dalla mia e che respirando mi mandi il tuo profumo a ricorndarmi di te. Posso stare sola, in quest'istante che fa entrare la notte, perché sola non sono. C'è il mio respiro e il battere del mio cuore. Ci sono le mie dita sui tasti. I miei pensieri sonnolenti. Ci saranno una coperta calda e parole che mi si addormenteranno addosso. Entrerò nel sogno prima che nel sonno. Poi sarai tu.

Grigio

Oggi è il cielo a coprirmi di grigio freddo. E' la pioggia a bagnare i pensieri che non ho. Amo questo cielo piatto. Amo il cielo sempre. Amo la pioggia. Quella di oggi, silenziosa, ovunque. Amo la pioggia sempre. Oggi sarà acqua. Fuori, intorno. Dentro.

Ho il silenzio dentro

Ho il silenzio dentro. Ho il rumore intorno. Allora taccio. E ascolto. E a volte non ascolto, ma volo lontano. Domani. Domani ti racconterò come riempio la tua assenza e il mio silenzio. Se troverò la voce, se le parole mi verranno a cercare.

Lascio che sia

Tornerai di mattina. Aprirai la porta e sarà il sole nella stanza. Non avrò bisogno di vederti. Ti riconoscerò dall'odore che porterai con te. Sentirò le foglie sulle tue labbra prima ancora di baciarti. E riempirò le mie mani di te. Il fuoco si spegnarà perchè sarai tu a scaldare la stanza, il giorno. E me. E ti racconterò i pensieri dell'attesa. Le tracce che mi hanno seguito, le parole che mi hanno trovata, la musica che mi ha cercata. Perché è così che si vive. Di sentieri ignoti che si aprono senza il nostro volere. E' così per le parole che ho amato. E' così per la musica che ha scandito il mio tempo. E' così per te. Che non ho voluto, che non possiedo. Per te, che non sei tornato ancora e che non so se sei partito già. Lascio che sia. Domani sarà il freddo a svegliarmi.

Dietro al vetro

Ti ho visto prima di vederti. Tu no, non mi hai vista mentre parlavi con lei. Ho visto i suoi capelli lisci, neri; ho intuito il suo profilo. E ho visto i tuoi occhi così lontani dai miei. Se fossi stata la mosca che vi ronzava intorno avrei ascoltato musica, parole, schermi. Non sono le parole pronunciate tra voi ad allontanarti. Sono i tuoi occhi persi nel tuo sorriso leggero, senza più la fatica dei giorni soliti. Dei giorni nostri. E questo vetro appannato da un pomeriggio denso di fiati. Mi guardo le scarpe, sento freddo. Le mani in tasca. Mi volto. Vado.

Andare. Tornare.

Il giorno che sei uscito dalla mia porta, che ho chiuso la porta, non è stato il giorno che te ne sei andato. Il giorno in cui ti ho perso è stato il giorno in cui non ho detto le parole che avevo sulle labbra. Il giorno che ti ho perso è stato il giorno in cui le parole le ho inghiottite e poi risputate con rabbia mentre tu ti allontanavi, di spalle, senza voltarti, sordo al vento che ti rincorreva. E ora, che sono passati i giorni, gli anni, le parole ritornano a pesare. E ora, che il tempo sembra più veloce, le stesse parole tornano come eco lenta, pesante, a togliere aria al mio respiro corto e ai miei pensieri grigi. Il giorno che ti ho perso è ieri. E ti perdo oggi. E ti perderò domani. Per riaverti, se riaverti vorrò, dovrò vomitarle, quelle parole. Non accadrà per caso.