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Basta questo

Guardo la neve che è arrivata così vicina. E la guardo tra le trame sottile di una tenda e dalla cornice di una vecchia finestra sul cui davanzale ha trovato rifugio un geranio fiorito nella confusione di un autunno che sembrava un principio di estate. Potrei essere ovunque. Ma sono a casa. Ho la testa che rimbomba di pensieri, come sempre, e di un’influenza intempestiva come mai prima. C’è stato un tempo in cui l’influenza voleva dire il lettone della mamma e del papà, le coccole della nonna e un sentirsi sospesi nella concessione di lussi altrimenti impossibili. Poi è diventata l’influenza, rara, dei miei figli e la possibilità di coccolarli mischiando il calore dei corpi ai baci che altrimenti venivano schivati dall’urgenza dei giochi. Da tanto tempo non scrivo. Continuo a portare con me taccuini che restano chiusi e penne stilografiche con l’inchiostro ormai secco. I miei pensieri continuano a mulinare sotto forma di parole tracciate e allora, per illudermi di non smarrirli, li...

Ritorno a me

Può capitare di ritornare con la sensazione di non essere partiti e può capitare di sentire un nodo in gola chiudendo lo sportello dell'auto come se si chiudesse l'occasione di partire davvero. Invece si torna. A cosa torniamo?  Apro la porta di casa e c'è un profumo buono: non sembra nemmeno sia stata chiusa per un paio di settimane. La doccia calda perché ho portato con me l'aria fresca con cui avevo salutato la mia casa del cuore. Un sonno in troppo silenzio per essere davvero ristoratore. Qualche giorno fa ho compilato l'ennesima lista che puntella il mio resistere e resiliare.  Nulla da spuntare, da fare come obbligo; nessun vero proposito se non quello di continuare a provare, sempre, senza rinunciare mai. Provare. A volermi bene. Perché questa cosa dell'ama il prossimo tuo come te stesso mi sta arrovellando non poco i pensieri. Come mi amo? Mi amo? Mi prendo cura di me?  Questo tempo è tempo di cura e lo sarà ancora per molto, mi auguro. Come potrò prende...

Punto e a capo. Ancora

Nessuno è più solo di chi potrebbe non essere solo.  Ecco. Macabea potrebbe non essere sola. Le storie che non si consumano si logorano. Come i tessuti preziosi che lasciamo nei cassetti per timore di rovinarli e che ritroviamo segnati dalle tarme, dal tempo che ha ceduto il suo colore alle pieghe. Ecco. Macabea si sente un po' come un tessuto logoro. Ma prezioso. Eppure. Macabea sa vivere in apnea e sa come si tocca il fondo per darsi la spinta giusta a uscire e prendere aria. E sa respirare abbastanza per sé e per chi accanto a lei aspetta il suo respiro, o del suo respiro si dimentica. Respira lentamente, Macabea. Molto più lentamente di quanto non abbia mai fatto. Sta imparando l'impermeabilità della sua pelle segnata da ogni attimo, da tutti i pensieri che non riesce -non ancora- a dimenticare, a perdere, a lasciar volare via. Ecco. Macabea mette un . E va a capo "Una donna non può sopravvivere col solo suo _            ...

L8 tutti i giorni dell'anno.

Il femminismo e il femminile che si incontrano con il maschile e lasciano il maschilismo. Il femminismo che consente sguardo vigile e attento e critico. Il femminile che lo completa rendendolo disponibile, accogliente e fertile. Il maschile che affianca, supporta e condivide. Non mi appartiene molto la lotta gridata, ma le sono grata perché mi ha consentito di poter esprimere le mie idee anche sottovoce. Perché ha svelato con decisione l'urgenza sempre presente di mantenere il punto. Perché ha dato voce a chi nemmeno sapeva di poterla avere. Il mio femminismo quotidiano è provare a scegliere con cura le parole da dire perché credo fortemente che dare nome significa riconoscere esistenza e dignità a persone, situazioni, accadimenti che altrimenti non esisterebbero. Il mio femminismo quotidiano è guardare chi in questi tempi continua a urlare anche per me. È restare attenta perché quell'urlo non debba tacere. È affacciarmi allo sguardo di mia figlia e di mio figlio e con loro sc...

Macabea si salva da sola

Macabea insiste nella sua quotidiana resistenza resiliente da tanti di quei giorni che ne ha perso il conto. La sua non è una guerra più dura che per altri, lo sa bene, ma i luoghi comuni non le sono mai piaciuti e pensa che ognuno senta il peso e la fatica che gli sono toccati in sorte e che talvolta possono sembrare eccessivi, nel loro perdurare. La resistenza di Macabea è sotto attacco da più fronti. Il pessimismo cosmico che le viene chiesto di ascoltare e che racconta solo il buio più pesto anche nei giorni più luminosi; l'odore di una bugia intuita, che potrebbe essere piccola cosa non celasse ben altro timore, perché apre la strada a una fragilità pericolosa, già vista, che poi le viene chiesto di curare; la facilità con cui la si può mettere da parte; il silenzio dopo aver consegnato quella che era una richiesta impegnativa di fantasia concreta; la costante richiesta di cura e accudimento e pazienza e sorriso. Macabea è molto tentata dal gettare la spugna. Lo dice, ma non l...

Se non ci fosse la poesia (ci sarebbero i sogni)

Son fatta di  sogni infranti dettagli inosservati amori irrisolti Son fatta di pianti senza ragione persone nel cuore atti impulsivi Sento la mancanza di luoghi che non ho conosciuto esperienze che non ho vissuto momenti che ho già dimenticato Sono amore e affetto costante, distratta quanto basta non mi fermo un istante... Ma continuo a vivere e imparare. (Martha Medeiros) Macabea sogna una mano che sfiora la sua, la prende e la porta in un vortice di vita. Il sogno riunisce la lettura di un dono prezioso e il viso di un incontro schermato dal un video. Macabea trattiene la sensazione di quella mano che stringe la sua e le consente di dire: chiudo gli occhi; pensaci tu.

Data di scadenza

 Da qualche parte devo aver tatuata la mia data di scadenza e il tatuaggio lo hai fatto tu. Quel che è certo è che oggi l'ho vista senza poterla leggere. So che c'è. "No, non ne vale la pena" Ecco. Allora si prova quasi gratitudine per la mascherina che copre la piega delle labbra e si tenta di rimanere concentrati sul fare, adesso, subito.                                                                                                               La sveglia mezz'ora prima per cercare di ritrovare familiarità con il proprio corpo irrigidito dall'età e da una insana tensione. I libri, sempre troppi e mai abbastanza. Cambiare la disposizione dei mobili e sprimacciare i cuscini del soggiorno prima di spegnere...

Prenditi cura di me

Macabea si sveglia con la pioggia che accoglie con la gratitudine dell'assetato. Non ci si può sempre salvare da soli. Talvolta si ha la necessità di chiudere gli occhi e lasciare che una mano accarezzi i capelli; si sente il bisogno di un gesto che sollevi la piega delle labbra e illumini gli occhi; si desidera l'abbandono ad altri anche solo per l'istante necessario a riprendere respiro. Macabea ha bisogno di cura e non sa se riuscirà a prendersi cura di se stessa da sola.

Piccoli esercizi di felicità quotidiana. 33

Svegliarsi presto e poter evitare di accendere la lampadina scegliendo la luce, spesso rosa, che entra dalla finestra. Rinnovare la colazione. Più silenzio, per arginare le notizie che si ripetono sempre così poco luminose, per aprire un libro che si possa leggere in un tempo breve, quando gli occhi sono ancora un po' velati dal sonno.  Avere sempre un libro sottile in borsa in cui perdersi mentre si aspetta. E una matita per segnare ciò che deve restare. Condividere le notizie buone, riconoscere uno volto solo dallo sguardo e regalare (e regalarsi) l'occasione per un saluto inaspettato, tanto più partecipato proprio per la privazione della pelle. Ritrovare un'amica dopo che il Virus l'aveva invasa e trovarla più bella e consapevole e preziosa.

Sciogliersi

Si sciolgono le attese e si respira. Si scioglie un minuscolo nodo e si scopre il filo che potrebbe scioglierne un altro.  Non si sciolgono i pensieri che svegliano il mattino, non si scioglie la fatica di comprendere tutto in uno sguardo capace di abbraccio. Si sciolgono i capelli la sera sperando siano capaci di fermare solo i sogni lievi. Non si sciolgono i silenzi, le distanze, le parole lasciate cadere nell'assenza di risposta. Si sciolgono i giorni: quelli persi e quelli vissuti. Non si sciolgono i cuori che si amano. Oppure sono sciolti da sempre proprio per quell'amore che non chiede nodi. Il cielo è grigio, oggi, ma c'è una macchia di azzurro ostinato che si fa spazio. Eccomi

Chi ama si arrende

 Chi ama si arrende. A ciò che il suo Amore è. A ciò che non può essere. Macabea non sa se sarà capace di arrendersi.

Piccoli esercizi di felicità quotidiana. 31

 Ecco.  Ogni giorno è un piccolo esercizio di felicità quotidiana. E' la mia resistenza resiliente al tempo che si fa sempre più difficile, alle conversazioni che ruotano sempre di più intorno ad un unico argomento, all'attesa di esiti di analisi o trattative economiche.  Come sempre trovo appigli nelle parole di altri per me. Leggo. Donne di ieri che hanno scritto e vissuto per le donne di oggi e di domani: Virginia Woolf, Simone de Beauvoir, Rossana Rossanda. Le rileggo dopo le animatissime cene dense di parole accalorate della mia giovane aspirante femminista.  Provo a non leggere i commenti ai post social: di chi amo e non comprendo, più che altro. Per lasciare intatto l'affetto: che non venga corrotto dalla distanza dei pensieri, oltre che da quella, imposta, della geografia. Raccolgo i segni. Un messaggio di un'amica che mi invita a un incontro, un corso che promette risate consapevoli; le chiacchiere intorno alla lettura condivisa e le poesie tanto belle quant...

Mangio cioccolata

Macabea ha una luce dentro. La sua non è luce che si noti molto, vive un po' in disparte, nascosta dai tentativi dell'ombra di spegnerla o fargliela dimenticare. Macabea aveva proprio dimenticato la sua luce che per molto tempo è stata con lei senza quasi che si notasse. C'era nei giorni più scuri, nei pensieri più cupi. C'è ora e sta prendendo vigore. Macabea a volte pensa che sia una luce incosciente, uno scherzo degli ormoni disordinati e confusi anche più dei suoi capelli. Altre volte le sembra che sia la sua condanna, quella luce che non vuole saperne di spegnersi anche quando ci provano in molti e con tenacia. La luce resiste e Macabea sorride dentro. Allora si tiene caro questo pensiero luminoso che accompagna le sue fatiche e quelle di chi vive con lei questo tempo indefinibile. E quando, come oggi, tutto sembra volerla spegnere e fare in modo che si arrenda alla cupezza pesante che veste troppo spesso anche coloro che ama, allora mangia cioccolata. Amara ma non...

Provo. Inciampo. Provo ancora. Sempre.

Come ci si difende senza alzare barriere? Come non ci si lascia contagiare senza allontanare ed escludere? Provo a non indossare gli occhiali scuri che mi vengono tanto spesso proposti.  Provo ostinatamente a guardare, nel temporale, la luce che preme all'orizzonte.  Provo a non illudermi ma a sperare. Conto le minuscole conquiste:la lieve traccia di sole sulla pelle, una giornata al mare, tornare finalmente alla casa del cuore, una nuova possibilità di lavoro. Provo a sperare senza illudermi. Provo a ringraziare senza chiedere. Provo. Inciampo. Provo ancora. Sempre.

Se non ci fosse la poesia...

Eppure è venerdì e il cielo è terso Il plenilunio Niente, non aspetto piú niente da te, cielo, Dovunque mi aggrappi cado con fragore Dal tuo tetto d’aria colmo di conchiglie Dal mazzo arrugginito delle tue stelle; Una luna spropositata sorge in me S’ingrossa minacciosa sui miei crinali Sorgerà un plenilunio a frantumarmi (A. Fostieris)

Gesti piccoli

L'amore è nei piccoli, costanti, apparentemente insignificanti gesti di ogni giorno. Capita però che arrivi l'eroe di un solo gesto, di un giorno solo, e il quotidiano sbiadisce e diventa scontato, dovuto, un po' noioso. Eppure continuerò a intrecciare i miei piccoli, costanti, ripetuti gesti quotidiani: alzarmi per prima la mattina e preparare la tavola con cura per la colazione, il bacio prima del sonno, la biancheria stirata, la merenda fatta in casa anche ora che siete quasi grandi, e tanti altri gesti che non fanno rumore. Chi li nota? Non hanno bisogno di essere notati per continuare a compiersi. Il gesto dell'eroe, ne ha bisogno. La differenza è tutta qui.

Qui ora

Capita che si chiudano strade ai ragazzi che vanno a scuola a piedi o in bici, per favorire il traffico automobilistico. Capita che si annullino manifestazioni culturali perché ritenuti non in linea con il nuovo pensiero. Capita che non si presenzi a eventi in ricordo di memorie che alcuni vorrebbero dimenticare. Capita di ascoltare i propri vicini di casa, i propri colleghi, talvolta i propri famigliari e amici, pronunciare con disinvoltura messaggi di violenta opposizione a tutto ciò che ritengono non consono a una loro idea di Città o di Paese. Capita nella mia città, medaglia d'oro alla Resistenza, per la prima volta con una giunta di destra. Fatico a comprendere e non riesco ad tacere a non fare quanto nelle mie poche possibilità. E non basta osservare e serbare memoria di questi giorni senza luce, cercando così di non ripeterli in futuro. Non basta la resilienza del rispondere con parole luminose e gesti di quotidiana normalità ai divieti. Servono parole scandite e unit...