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"Una pietruzza bianca, sulla quale è scritto un nome nuovo" (Apocalisse 2:17)

Respiro. Accarezzo, stringendolo tra le mani, un piccolo sasso bianco. Ho sempre amato le pietre, i sassi. Ne conservo molti. Solo ieri sera credo di averne compreso il motivo. E' il desiderio di appartenere a qualcuno che conosca il mio vero nome e lo custodisca con un amore che è più grande di ogni caduta. Respiro e mentre penso al mio nome che ancora non conosco, penso anche al libro che sto leggendo e che proprio ieri raccontava di un nome negato. Nessun incontro è per caso.

Gli Autunnali

Scelgo un libro non a caso e scopro che racconta di te, di noi. Sa, il protagonista, che racconta una storia che è anche sua, oltre che nostra? Cosa sa di te, se qualcosa sa? Cosa immagina? E' una profezia di se stesso? E tu? E io? E la foto che tiene in tasca e ritrova poi in un corpo vivo? E' lei? I libri sono creature imprevedibili. Ci scelgono anche se pensiamo di essere noi a sceglierli. Ecco perché non posso non leggerlo: perché devo chiuderlo, per poter chiudere anche uno dei nostri capitoli. Chi scrive i libri? L'autore il cui nome compare in copertina o il lettore che da quella copertina, e da quel nome, si fa scegliere? Mettendo da parte, provando a chiuderli in un cassetto, i pensieri personali, "Gli autunnali", di Luca Ricci è un libro che si può anche non leggere, titolo e copertina ne sono, a mio avviso, la parte migliore. Per tutto il resto,  https://www.criticaletteraria.org/2018/04/gli-autunnali-luca-ricci.html