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Ciascuno si salva da solo

Che "nessuno si salva da solo" è una menzogna. Dovrei saperlo. Dovrei aver imparato che siamo solo noi a poter salvare noi. Eppure. Eppure continuo a cercare una salvezza che arrivi da fuori, da altri. Oppure. Oppure sono punti di vista che devo riuscire a mettere a fuoco. Nessuno mi presterà la sua bacchetta magica che mi libererà da tutto il giogo per farmi finalmente assaporare una noiosa serenità. Ma ho presenze, e gesti, e cura che mi vengono donati e che mi consentiranno di salvarmi da sola. Ecco. Sono ostinatamente diritta; tenacemente attaccata alla speranza; sempre spettinata. Mi salverò. E salverò anche te, e te. E noi.

Il tuo silenzio

Tu mi parli quasi solo se ti sogno, e il tuo silenzio è triste e pesa riempiendo il mio cuore. Il tuo silenzio mi insegna la fragilità resiliente, il passare del tempo che non è quasi mai indolore o gentile come vorremmo. Il tuo silenzio, che ti allontana da noi e ti fa più cara ai nostri cuori, mi insegna la pazienza di una accettazione che non sa essere rassegnata. Dove sei quando ci osservi da lontano? E dov'eri tutti i giorni in cui ti abbiamo data per presenza viva e necessaria ai nostri giorni?  Le tue mani tremano quanto fermi sono i tuoi pensieri. Anche oggi, come sempre. Mi senti? Senti quanto mi manca il tuo essere al centro stando in disparte e rendendo gli altri da te il tuo centro?  Ti vengo a cercare e sbaglio tempi, voce, modi, ma continuo a cercarti, continuo a sbagliare e però a cercarti. O forse vengo a trovarti e ti abbraccio per come sei oggi e per come non sei più oggi.  Ecco. Ti abbraccio. Nel silenzio rumoroso che sei.