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2022

C'è molto silenzio tra i millemila pensieri di questi ultimi due mesi. Un silenzio che non cerca nemmeno di trovare le parole per raccontarsi. Eppure parole ne diciamo molte. Ne pronuncio molte. Cercando condivisione, sostegno, comunione, affetto, presenza. Risposte no. Non ci sono e se ci fossero sarebbero talmente ingiuste che non le vorrei sentire. C'è molta solitudine, in questo silenzio; ma anche molta gratitudine per le presenze discrete e accudenti che lo accompagnano. Non lo so se un giorno troverò le parole per nominare tutto ciò che mi plasma e che costruisce i giorni della nostra famiglia. Forse mi abituerò a questo sentire innominabile. O forse mi arrabbierò davvero tanto e farò una rivoluzione tale da non riconoscere più nulla di ciò che finora ha abitato la mia esistenza e quella di chi amo. Oppure, ancora, mi sembrerà di trovare la risposta, il nome, il perché.  Intanto sopravvivo di respiri accurati, di piccole gratitudini preziose, di commozione per minuscoli g...

Macabea ha pelle che ricorda

Macabea ricorda con la pelle.                                                                                                                          Il suo pensare diventa presto sbiadito nel ricordo della ferita: dimentica i dettagli, le parole, le occasioni. La sua pelle conserva ogni attimo, ogni sensazione, tutto il dolore.                                                                Ecco perché non riesce a comprendere come il silenzio possa essersi spento così, come non ci fosse mai stato. Ecco perché non riesce a muover...

Invece il freddo

 Basterebbe poco, un gesto piccolo, una parola breve.                                                                     Basterebbe un pensiero che si facesse sentire, caldo come la coperta che lo sostituisce per trovare il sonno, un sonno abitato da troppi sogni troppo faticosi.                                                                  Basterebbe uno sguardo che si fermasse un solo istante nel mio, una mano a spostare i miei capelli dagli occhi.                                                        ...

Piccoli esercizi di felicità quotidiana. 33

Svegliarsi presto e poter evitare di accendere la lampadina scegliendo la luce, spesso rosa, che entra dalla finestra. Rinnovare la colazione. Più silenzio, per arginare le notizie che si ripetono sempre così poco luminose, per aprire un libro che si possa leggere in un tempo breve, quando gli occhi sono ancora un po' velati dal sonno.  Avere sempre un libro sottile in borsa in cui perdersi mentre si aspetta. E una matita per segnare ciò che deve restare. Condividere le notizie buone, riconoscere uno volto solo dallo sguardo e regalare (e regalarsi) l'occasione per un saluto inaspettato, tanto più partecipato proprio per la privazione della pelle. Ritrovare un'amica dopo che il Virus l'aveva invasa e trovarla più bella e consapevole e preziosa.