Sembrava Bellezza
La scrittura di Teresa Ciabatti somiglia a un labirinto di intelligenti intrecci: impossibile non perdercisi. E’ scarno e asciutto; non fa sconti, chiede impegno e restituisce dubbi. I libri di Teresa Ciabatti che ho letto finora non mi sono piaciuti. “La più amata” e ora “Sembrava bellezza” mi hanno infastidita come poche altre volte è capitato. Potrebbe essere un pregio se a infastidirmi fossero state le storie scomode, ma ciò che mi ha stancato è il gioco di specchi tra l’autrice e la voce narrante. Un gioco costruito con supponenza e un inutile egocentrismo. Sembrava bellezza parla con la voce di una scrittrice alla soglia dei cinquant’anni, che ha raggiunto il successo tardi e che ora ha l’impressione che stia svanendo. Una donna con un successo esteriore e troppe macerie dentro. E’ stata una adolescente sbagliata e inadeguata, non abbastanza carina e poco amata (ci sono adolescenti che si sono sentite diverse da questa descrizione?). E’ una donna separata e con relazioni ins...