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21

 Il 9 febbraio c’è sempre il sole. Come promessa di una primavera. Voglio dire di te la benedizione che sei la porta chiusa la corazza le mura del castello la voce roca e timida gli occhi infiniti lo sguardo antico di un’anima antica bambina ragazza donna consapevole essenziale il cantare con l’anima lo scrivere con attenzione e cura i passi incerti sicuri inciampati recuperati orizzonti possibili sognati cercati conquistati persi dimenticati ritrovati la scoperta che durerà una vita della benedizione che sei per noi per te Non ricordo, negli ultimi 21 anni, un 9 febbraio in cui non ci siano stati il sole e il cielo azzurro e una promessa di primavera. 21 anni in un volto che mi sorprende sempre per la meraviglia che è e che mi sembra impossibile di aver contribuito a rendere possibile. 21 anni e uno sconfinato orizzonte di passi possibili.

Piccoli esercizi di felicità quotidiana. 42

La speranza è un piccolo passo incerto che varca una porta, sale le scale, entra in una classe e si siede al suo posto dopo tanto tempo. La speranza è l'attesa che passi l'ora tutta intera e scoprire, dopo che l'ora è passata, che i pensieri che si sono immaginati stavano avvenendo. La speranza è la leggerezza del dopo, la stanchezza a cui abbandonarsi, una pasta con il cioccolato e i lamponi e chiacchiere lievi e mai banali. La speranza è un piccolo seme che portiamo tutti in tasca. Possiamo dimenticarcene, trascurarla. Possiamo anche averne un po' paura, ma lei resta lì, paziente. La speranza me la regali tu, ragazzo bellissimo.

Piccoli esercizi di felicità quotidiana. 31

 Ecco.  Ogni giorno è un piccolo esercizio di felicità quotidiana. E' la mia resistenza resiliente al tempo che si fa sempre più difficile, alle conversazioni che ruotano sempre di più intorno ad un unico argomento, all'attesa di esiti di analisi o trattative economiche.  Come sempre trovo appigli nelle parole di altri per me. Leggo. Donne di ieri che hanno scritto e vissuto per le donne di oggi e di domani: Virginia Woolf, Simone de Beauvoir, Rossana Rossanda. Le rileggo dopo le animatissime cene dense di parole accalorate della mia giovane aspirante femminista.  Provo a non leggere i commenti ai post social: di chi amo e non comprendo, più che altro. Per lasciare intatto l'affetto: che non venga corrotto dalla distanza dei pensieri, oltre che da quella, imposta, della geografia. Raccolgo i segni. Un messaggio di un'amica che mi invita a un incontro, un corso che promette risate consapevoli; le chiacchiere intorno alla lettura condivisa e le poesie tanto belle quant...

20'anni

Si usa dire "ti amo come il primo giorno", ma per me non è così. 20'anni fa amavo il disegno che di te avevo tracciato negli anni, che mi sembravano tanti, precedenti a quel giorno. 20'anni fa non sapevo di amare il tuo parlare da solo mentre aggiusti il rubinetto o guardi il salto in alto; le briciole che circondano il tuo piatto e sconfinano sul pavimento, la tua infinita pazienza del padre che ancora non eri, la tua abilità nell'impastare il pane. Servirebbero 20'anni e forse non basterebbero, per tutto ciò che non sapevo di amare. Quindi oggi non ti amo come quel primo giorno. Oggi ti amo con i 20'anni che abbiamo camminato insieme: salite, discese (poche pianure), la determinazione quasi miracolosa nel voler continuare a trovarci. Ti amo di tutti i "sì, lo voglio" che abbiamo pronunciato ogni giorno per tutti questi anni. Cammina ancora con me, tienimi la mano. "Sì, ti voglio".

Si va

Giorni di sole e mare, di affetti divertiti e divertenti, di pigrizia assaporata come dono raro. Giorni di carezze e tentativi di sentirci vicini. Giorni di pensieri che spezzano il respiro e il cuore. Giorni di lavoro intenso per poter dire, oggi, adesso, Buone Vacanze.

Capitano giorni

Capitano giorni che sono regali per sempre. Bisogna avere la prontezza di afferrarli e attraversarli con consapevolezza frivola e leggera. Allora c'è vento a scompigliare i capelli e i sorrisi. C'è un abbraccio in un caffè elegante a sciogliere una confidenza accolta con la naturalezza dell'affetto sempre e comunque. C'è una città bellissima sempre da scoprire. C'è la gioia dello stare insieme in un tempo ritagliato come per magia. Poi capitano notti di sonno faticoso, di silenzi dolorosi e distanze che sembrano incolmabili. Allora ci sono gesti mancati e parole taciute e paure talmente lucide da spalancare gli occhi sul buio. E capitano mattini a seguire quelle notti. Allora ci si aggrappa al giorno, agli sguardi sereni in cui si è riflesso il mio, alla naturalezza del riconoscersi senza necessità di dirselo. Basta guardarsi, per sentirsi. E se qualcuno non ha voluto entrare nel nostro cerchio, è mancata la sua presenza, ma siamo stati cerchio lo stesso: forse ...