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Mulini a vento

E' iniziato l'Avvento. Cerco il silenzio che mi consenta pensieri semplici e invece mi sento circondata da frastuono assordante e disturbante. Ho pensato che tutta la fatica che sento in questo periodo, la sconfitta che mi porto dentro e che sta segnando il mio viso come mai prima d'ora, viene dalla mia ostinazione a crederci e affidarmi. E ho pensato che non posso farne comunque a meno, perché vorrebbe dire cedere a una tristezza rassegnata e insopportabile. Chiedo notti che non abbiano mattina. Ma la mattina arriva sempre. E' iniziato l'Avvento. Spero sia tempo di comprensione per l'incomprensibile che viviamo. Prendere posizione è necessità urgente. Trovare parole che siano nette e non lascino dubbi sull'appartenenza, anche. Lasciare ad altri le urla cattive, i gesti di chiusura e contemporaneamente rimanere saldi e non perdere mai l'orizzonte che si vuole raggiungere. Ci sono persone in cammino, in questi giorni. Ci sono persone che pensavano...

Porte chiuse

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Da alcuni giorni sbatto contro porte chiuse che pensavo aperte e il dolore, per l'urto inaspettato, sta rendendo i miei pensieri ancora più ingarbugliati del solito e i miei giorni più tristi. Penso alle occasioni di ascolto perse, all'incapacità di comprendere una richiesta di aiuto, agli incontri mancati. Sono stata colpita da disattenzione superficiale e da un'aggressività inaspettata e ne sono uscita delusa, nel primo caso, ferita nel secondo. Forse ho scelto le parole sbagliate, i gesti sbagliati. Ho acconsentito a fraintendimenti che mi lasciano più sola e anche più disillusa. Perché l'errore del mio ottimismo a oltranza è anche questo crederci e fidarmi: per quanto mi possa ripetere che ci si salva da soli, ci si regge da soli, la verità è che ho necessità di presenze che affianchino il mio cammino. E io? Riesco a essere compagna di viaggio per qualcuno? C'è qualcuno che mi chiede di essere sua compagna di strada? Incontriamo tanti volti, tante storie...
Sono molto triste. Una grande tristezza mi ha avvolta, pochi istanti dopo l'ultimo post. Ci sarebbe necessità di un altrove concreto, per uscirne. Mi sono fidata di un ruolo e ho pensato di potermi concedere la sincerità. Ho sbagliato e ora sono un po' più vulnerabile e mi sento anche decisamente stupida. L'età dovrebbe insegnare la diffidenza attenta. A me sta portando l'urgenza della sincerità e il desiderio di cammini condivisi. E' che non mi rassegno a questa solitudine che è la vera compagna, da sempre, del mio andare. E' che non imparo a non illudermi. Non voglio imparare. Sono molto triste perché non era stato facile dire: ho bisogno di aiuto e lo chiedo a te. Sono molto triste perché ho bisogno di aggiungere presenze e invece mi sembra di perderne soltanto. Sono molto triste per la mia incapacità di chiedere e raccontarmi e lasciarmi accogliere e, evidentemente, anche di accogliere. Sono molto triste. E vorrei anche piangere un po', non fossi ...

Magliette rosse

Li prende il mare, così piccoli che sembrano pesciolini. Rossi, come le loro magliette scelte da madri che sperano, così, di dar loro una possibilità in più di essere salvati. Li prende una mano sconosciuta, così piccoli, e li rinchiude in gabbie, lontano dai genitori, circondati da parole che non comprendo e dal pianto spaventato di chi quell'orrore lo sta ancora vivendo. Sono bambini. E muoiono per la nostra indifferenza, per mia indifferenza. Notizie da scorrere via veloci, subito prima di baciare i nostri, di figli. I nostri figli sudati di estate e loro, i nostri figli bagnati di un mare che ce li doveva affidare e che noi abbiamo respinto. I nostri figli che gridano nei centri estivi e loro, i nostri figli rinchiusi lontano per non sentirne le grida di terrore. I nostri figli sporchi di sabbia per i giochi senza fine delle giornate al mare e loro, i nostri figli sporchi della nostra indifferenza. Porto sulla coscienza la morte di ciascuno. E' un peso che portia...