“Noi quando amiamo abbiamo solo questo da offrire: lasciarci; perché trattenerci è facile, e non è arte da imparare” (Rainer Maria Rilke, Requiem per un'amica ). Saluto Paolo che parte. Aereo, lavoro e poi ancora aereo e casa. E ancora casa, aereo, lavoro, aereo e casa. Ogni volta che lo lascio andare, mi sembra di perdere qualcosa di noi. E ogni suo ritorno è carico di attesa. Ovviamente la mia attesa non coincide quasi mai con la sua e a volte perdiamo il poco tempo che abbiamo per stare insieme a cercarci invece che a trovarci. Basterebbe un abbraccio. Saluto Chicco sulla porta della sua classe rumorosa. Gli assegno un compito per convincerlo a restare: deve farmi un lavoretto con la pasta di sale, un disegno bellissimo, un bigliettino. Lui mi guarda con gli occhioni che implorano sorridendo. E io esco, sorridendo a mia volta, e sperando di averlo convinto che sono davvero contenta che lui stia lì a giocare e a crescere. Saluto Alice circondata dalle sue amiche. Alice che chi...
Post
Invece no
- Ottieni link
- X
- Altre app
I Cavalieri dell'Ideale di MICHELE SERRA SI CAPISCE, uno ha tutto il diritto di coltivare i suoi ideali integerrimi. E di sentirsi eletto dal popolo lavoratore anche se è stato spedito in Senato da una segreteria di partito. Uno ha tutto il diritto di rivendicare purezza e coerenza, così non si sporca la giacchetta in quel merdaio di compromessi e patteggiamenti che è la politica. Però, allora, deve avere l'onestà morale di non fare parte di alcuna coalizione di governo. E deve dirlo prima, non dopo. Deve farci la gentilezza di avvertirci prima, a noi pirla che abbiamo votato per una coalizione ben sapendo che dentro c'erano anche i baciapile, anche i moderatissimi, anche gli inciucisti. A noi coglioni che di basi americane non ne vorremmo mezza, ma sappiamo che se governano gli altri di basi americane ne avremo il triplo. Invece no: questi duri e puri se ne strafottono della nostra confusione e della nostra fatica. Prima salgono sulla barca della maggioranza, poi tiran...
Chiacchiere e blog
- Ottieni link
- X
- Altre app
Per alcuni giorni ho letto blog inutili come il mio. Cerco di capire cosa c'è oltre alla grafomania. Trovo poco desiderio di comunicare e tanta voglia di raccontarsi. Sono inciampata in un blog in cui chi scriveva lamentava il suo poco anonimato perchè, nonostante i propositi, aveva detto a molti del suo scrivere. Io non potrei dirlo a nessuno. Solo chi mi ha coinvolta sa di queste mie parole (ma non è sufficientemente curioso!). Ho sempre scritto e nascosto tutto e non sempre sono riuscita a salvarmi dalla curiosità altrui. Quando ancora si scriveva su fogli di carta affidati ai postini, infilavo anche un foglio bianco perchè la trasparenza della busta non svelasse niente di me...Adesso che ho trovato questa scrittura “sparsa nell'aria” non posso perdere la mia libertà di non lasciare traccia. E poi perché raccontare del proprio blog se si parla solo di sé e di quel poco, piccolissimo mondo che ci gira intorno? Il giorno che avrò altro da condividere, oltre a me stessa e al m...
Inutile nervosismo
- Ottieni link
- X
- Altre app
A volte mi domando cosa ci faccio e come sono finita proprio in quell'ufficio. Essere lì è la vendetta al mio eterno proposito "lì? Mai!". E la vendetta me la sono meticolosamente costruita da sola. Come sempre... E' stata una mattinata pesante più di un macigno. E non tanto per un lavoro non particolarmente interessante (si riuscirebbe quasi sempre a trovare un perché); e non è per la collega con le paturnie più veloci delle spinte che Alice riesce a dare alla sua altalena; sono io. Non riesco ad aggredire se vengo aggredita. E la non aggressione è interpretata come quasi ammissione di colpa. La mia posizione lì dentro, se fossi più sicura, mi consentirebbe di mettere a tacere certi atteggiamenti antipatici, più che ostili (come mi viene ricordato quando mi lamento: "pensa che puoi licenziarla"; non è esatto, ma è pur sempre un tentativo di consolazione...) o, almeno, di assumere un'aria di superiore indifferenza. Invece, perchè mi sento ...
sala d'attesa
- Ottieni link
- X
- Altre app
Mi domando cosa ci faccio io in quella piccola sala d'attesa, con il mio libro che resta chiuso sulle ginocchia perché sono occupata ad impedire a Chicco di mangiarsi tutti i biscotti e perché anche gli altri bimbi non sono proprio tranquilli.Cosa ci faccio qui, dove nessuno viene solo, dove le chiacchiere coprono la musica delle classi. Mi trovo ad origliare frammenti di discorsi che ovviamente non comprendo e ad immaginare vite che non conosco e che mi sfiorano senza vedermi. Come sempre mi sento timida e nel posto sbagliato. Non sono necessariamente donne belle; non hanno una conversazione particolarmente brillante. La loro agiatezza viene mostrata con mal celata noncuranza. Si muovono disinvolte, a proprio agio con il loro corpo, i loro abiti e le loro mani. E' il loro essere "uno" che invidio. Io mi sento sparpagliata, sfaccettata e, a volte, raccattata alla benemeglio...Arrossiranno mai? Penseranno mai di non aver niente di interessante da dire? S...
Domande
- Ottieni link
- X
- Altre app
Da dove viene questo mio pressante e costante e devastante senso di colpa per ogni respiro? E perché desidero tutto e non merito niente? E la mia incostanza? E perché ho smesso di salvarmi rifugiandomi nel mio mondo parallelo: dov'è finito? Perché non so chiedere aiuto? Non so esprimere le mie idee con la chiarezza che sento nei miei pensieri? Perché dico cose tremende ad Alice e poi la ricopro di tenerezza? Perché non so scegliere un regalo per me? Non oso esprimere i miei desideri, dire che anche a me piacerebbe...? Perché non sento più il mio corpo? Non so chiedere e dare carezze e ne ho bisogno come dell'aria? Non so dare e trovare un abbraccio? Cosa c'è di così incredibilmente sbagliato in me da non avere un'amica che viva a meno di duecento chilometri? Perché non dico che il lavoro che faccio mi fa schifo? Chi mi tiene qui sono i bimbi: non sopporterei saperli crescere con altri che non sono io. Sarò una mamma terribile, lo sono. Ma li amo molto e mi sento amat...
Anno nuovo vecchi propositi
- Ottieni link
- X
- Altre app
Anno nuovo e vecchi propositi. Per prima cosa ho rinunciato a Modena. Definitivamente. Sono scaduti i temini e va bene così. Poi ho buttato tutti i fogli imbrattati dalla mia amara solitudine. Non voglio che di me rimangano, nella vecchiaia, solo ricordi dei momenti di sconforto. Un tempo scrivevo molto di piu', anche quando la gioia era trabboccante e indescrivibile, ma ero giovane e credevo ancora moltissimo nei sogni; adesso fatico a scrivere anche quando sono triste o arrabbiata: fatico a credere anche al quotidiano. Infatti il terzo proposito era non scrivere piu' niente che mi riguardasse, lasciare che tutto si sciogliesse e diventasse cenere. E invece sono ancora qui. Ho programmato un rigoroso piano di riordino casalingo. Si parte dalla camera dei bimbi, travolta dalle feste, poi la mia camera (perché martedì ricomincia la piscina e non avrò molta energia), il bagno, la cucina e infine soggiorno e corridoi. Finirò la mia scatola di pillole e poi mi prenderò una pausa. ...
strettamente femminile
- Ottieni link
- X
- Altre app
Strettamente femminile è la mancanza di tempo. E di sonno. Strettamente femminile è l'attesa. Di un amore, di un bambino, di un ritorno. Di un giorno nuovo. Strettamente femminile è l'impazienza e la sensazione di essere sempre in ritardo. Strettamente femminile è la testardaggine amorosa. La capacità di credere anche di notte. Strettamente femminile è fare mille cose contemporaneamente, ascoltare più di due voci alla volta. Strettamente femminile è dire con gli occhi, lasciarsi guardare attraverso parole sussurrate nel sonno, ascoltare il non detto. Strettamente femminile è l'incomprensibile e l'ovvio. Strettamente femminile è la capacità di solitudine e l'incapacità di chiudere definitivamente le porte. Strettamente femminile è un abbraccio aperto, una canzone per tutta la vita, un libro sgualcito in una borsa troppo piena. Strettamente femminile è pensare lettere mai scritte. Strettamente femminile è il desiderio di essere intuite. Io stasera sono arra...
Tutti diversi
- Ottieni link
- X
- Altre app
Qualche giorno fa Barbara mi ha detto “Sai, tutti vogliamo che i nostri figli non si sentano diversi dagli altri”. E se invece cominciassimo a volere che i nostri figli fossero tutti diversi tra loro? Unici come in realtà sono? Comincerebbero a desiderare giochi tutti diversi? A volere scarpe che non regalano nient'altro che piedi comodi? A spegnere il televisore che noi gli accendiamo? Alice pensa che i suoi compagni africani siano molto abbronzati; quelli cinesi un po' meno abbronzati e che lei sarebbe abbronzata, se non fosse stata tanto sotto l'ombrellone. I bambini forse vogliono sentirsi tutti uguali, ma perchè sanno di essere speciali; ne sono assolutamente e incredibilmente consapevoli. Noi vogliamo essere tutti diversi perchè abbiamo bisogno di sentirci speciali come abbiamo dimenticato di essere e inseguiamo la nostra unicità omologandoci a modelli costruiti da altri. Chi riesce oggi ad essere fiero della propria banale unica normalità senza passare per snob o pe...
Apnea
- Ottieni link
- X
- Altre app
Da bambina, quando addormentarmi faceva temere il risveglio, mi veniva in soccorso un sogno. Nuotavo in un caldo, tranquillo, conosciuto mare, illuminato debolmente da una presenza che non ho mai chiamato con un nome. Nuotavo come fossi stata un vero pesce: non avevo bisogno di risalire in superficie per prendere aria. La serenità del sogno mi accompagnava al risveglio e la giornata temuta mi sembrava meno gravosa. Adesso che il risveglio sembra desiderarmi così poco, non riesco più a trovare il mio sogno. Allora entro in una stanza con le pareti colorate da ampie onde azzurre e mi siedo a guardare il sonno di Alice e Francesco. Alla debole luce che illumina i loro sogni, guardo il sonno fiducioso e libero di due bimbi che vivono nel mio stesso mondo come fosse un mondo meraviglioso. Ascolto il respiro, accarezzo i capelli sudati, raccolgo pupazzi caduti. Guardo il loro sonno finché diventa un poco il mio; e allora so che posso attraversare la mia notte.
Torno in autunno
- Ottieni link
- X
- Altre app
Mi sembra di vedere confusi anche gli uccelli. Provano a radunarsi sui fili elettrici, nei campi; provano ad accordarsi sulla partenza, ma il caldo di questi giorni li fa dubitare. E se domani, improvviso, arrivasse davvero l'autunno? Sarebbero pronti? Io aspetto l'autunno, come ogni anno. Questa fine d'estate mi e' sembrata lunghissima e pesante. Ho voglia di maglie calde, giacche e cappotti. Desidero guance arrossate dall'aria e labbra morbide di burro cacao. E' stata, la mia, un'estate che mi sono negata. Ho vomitato pensieri e parole che non ho mai pronunciato. Mi sono gonfiata fino ad implodere di un'aria che non ho voluto soffiare. Dovevo farlo. Era quello che mi sentivo di vivere. La mia fatica non detta, i pensieri di cui mi vergogno, il desiderio (l'utopia) di essere sentita e ascoltata nel mio urlo soffocato. Sono tornata da un mese. Settembre e' stato tremendo. Una corsa da fondista che richiederebbe una vacanza, un'altra estate: ...
Dormo sola
- Ottieni link
- X
- Altre app
Che strana sensazione. Per la prima volta dopo tanti anni sono sola: dormo sola. I primi minuti ho sentito tutto il silenzio come un grande respiro. Poi, piano piano, ho preso la misura dello spazio, enorme, tutto per me. Eppoi “ho fatto”, perche' una insolita energia mi ha presa. Serata davvero spensierata: di chiacchiere e risate senza impegno. E alla fine il rientro in un insolito circoscrtto mondo tutto mio! Mi sento un po' in colpa a sentirmi felice di questo. Sento la tenerezza, la dolcezza del sonno che accompagna le mie notti, e mi mancano i capelli sudati e le chicchiere sconclusionate dei sogni. Mi manca una schiena da abbracciare e i piedi freddi anche d'estate . E pero' questa notte voglio prendermela tutta! Qualche sera fa avevo scritto due righe per questo povero blog dimenticato. Le appiccico di seguito. Parlavo di parole che avevo ritrovato. Parole di carta, da tenere in mano, che profumano e hanno anche consistenza fisica. Le avevo sparse nella rete e...
Cominciamo...
- Ottieni link
- X
- Altre app
"Io prima desideravo essere gli altri per conoscere ciò che non ero. Allora ho capito che ero già stata gli altri e che era una cosa facile. La mia esperienza più grande sarebbe quella di essere io l'essenza degli altri: e l'essenza degli altri essere me." (C.Lispector) Beh, potevo non cominciare con lei? Esistono corrispondenze come fili invisibili tra esistenze che non si sfiorano neppure. Sentire parole che si sanno pronunciate per molti come se fossero per noi soltanto. Come le parole di una canzone. Come una musica regalata probabilmente in modo casuale e che sembra invece accarezzare proprio noi. E allora mi domando se esiste il casualmente quando si compiono gesti e si scelgono parole per altri da noi. Eccomi qua...
9 aprile
- Ottieni link
- X
- Altre app
Vorrei essere capace di raccontare i pensieri confusi, di gioia, incredulita', confusione, smarrimento, sconforto eppoi speranza e ancora gioia e voglia di essere capace, di riuscire a dimostrare che un'altra Italia e' possibile. Gli accadimenti delle ultime settimane, e anche di questi giorni, vorrei saperli raccontare in modo nuovo, senza tutte le chiacchiere, le dietrologie e le "futurologie" dei giornali, delle persone che sanno sempre cosa dire. Vorrei finalmente sentire un senso di appartenenza più ampio di quello familiare; vorrei non ricoprire più il ruolo di difensore ad oltranza di un Paese che solo con volontà riconosco come il mio; ma penso ai miei figli e non so cosa immaginare per loro futuro. Mi colpisce l'età della nostra classe politica e mi lascia perplessa la nostra incapacità di proporci. So che le ricorderderò, queste settimane; che le racconterò ai miei nipoti. La mia nonna mi raccontava della guerra, della prima volta che ha votato, d...
Parole, parole
- Ottieni link
- X
- Altre app
Perchè qualcuno dovrebbe leggere quello che scrivo qui? e come arrivare tra queste pagine? Oggi ero nella consueta attesa di interrogare un ente pubblico. Seduta accanto a me una signora (di cinquant'anni?) parlava con un'amica incontrata per caso: marito, figli, lavoro, scuola; un trasloco. Poi, rimasta sola, ha estratto dalla borsetta un foglio A4, lo ha dispiegato e ha letto. Sono curiosissima e ho deliberatamente sbirciato. Era una email e iniziava con "Mirella mia adorata". Non ho letto altro. Un po' per il timore di una triste figuraccia, ma soprattutto perchè volevo poter inventare una storia assoluta su quella lettera. Ed è capitato proprio ora che sto finendo di leggere un libro che racconta di lettere. Un libro che ho comprato per il titolo, bellissimo, che è a sua volta una citazione di Kafka, se non ricordo male ("Che tu sia per me il coltello" D.Grossman). Un po' ho invidiato Mirella. Aveva tra le mani un bene prezioso: parole che le e...
La sorpresa
- Ottieni link
- X
- Altre app
"Guardarsi allo specchio e dirsi meravigliata: come sono misteriosa. Sono così delicata e forte. E la curva delle labbra ha serbato l'innocenza. Non c'è uomo o donna che non si sia guardato per caso allo specchio senza rimanerne sorpreso. Per una frazione di secondo ci vediamo come un oggetto che è guardato. Ciò si chiamerebbe forse narcisismo, ma io lo chiamerei: gioia di essere. Gioia di trovare nella figura esterna la eco della figura interiore: ah, allora è vero che non mi sono immaginata, io esisto." C.Lispector
Per fare un prato
- Ottieni link
- X
- Altre app
Il mio stupore è sempre nuovo davanti all'amore che basta a se stesso. Incredibile come si crei respiro in una stanza chiusa, luce in una notte senza luna, acqua in un deserto. La capacità di sentire il passo più leggero, di avere occhi ben aperti là dove tutti giocano a mosca cieca. Non è cambiato niente. Forse. Oppure è cambiata una piccola cosa: che non ha un nome definito, che non possiede colore folgorante, che non si annuncia con una musica da alleggerire il piede, ma che è più tenacemente inevitabile di qualsiasi altro sentimento. Ogni parola d'amore è ridicola a dirsi e assolutamente importante da viversi. Voglio essere ridicola. E viva. La Bellezza non ha causa: Esiste. Inseguile e sparisce. Non inseguirla e rimane. Sai afferrare le crespe Del prato, quando il vento Vi avvolge le sue dita? Iddio provvederà Perché non ti riesca. (Emily Dickinson)
Diario
- Ottieni link
- X
- Altre app
Probabilmento scelgo il modo sbagliato, il momento sbagliato; come quasi sempre. Ma il solo modo che ho, stasera, per parlare è farlo come se scrivessi il mio solito adolescenziale diario di carta. Lo faccio qui. Non so se arriverà, ma scrivere una lettera è più difficile da sopportare; si finisce sempre con l'aspettare una risposta che non arriva quasi mai. Una lettera devo ricopiarla in bella e finisco per tagliare sempre troppo. Qui correggo subito e decido di non rileggere. Un clic e via. In questi giorni scrivo tanto per me. Quasi mai direttamente di me. Stasera torno a leccare le mie ferite. Ferite che sono sempre le stesse perché mi guardo bene dal farle guarire... Ecco cosa fatico a sopportare. Il disprezzo tagliente verso tutto ciò che ci circonda. Sarà la mia nascosta vocazione di avvocato d'ufficio per le cause perse o quella, palese, di bastian contrario, ma non riesco a non prendere le parti di ciò che, forse anche giustamente, viene dileggiato senza possibilità ...
Domani e' lunedi'
- Ottieni link
- X
- Altre app
Ho girato per settimane con in borsa il file da pubblicare. Inutile. Pigrizia assoluta. O, forse, volonta' di non scrivere perche' ripetersi e' noioso. Vabbe'essere egogentrici e pensare che il mondo giri grazie a noi e intorno a noi. Vabbe' credere di essere invisibili e che il mondo giri anche senza di noi: anzi, che giri proprio perche' noi siamo trasparenti e quindi giri in senso sbagliato (il che, forse, e' ancor piu' che essere egogentrici...).Insomma mi sono stancata da sola di me stessa. Al diavolo inutili arrabbiature: stiamo qui due giorni e li perdiamo in congetture grigie-grigie. Al diavolo rimuginare su rapporti che non ci sono, che non ci sono più, che potrebbero esserci. Al diavolo lo specchio se mostra solo le nuove rughe: compro uno specchio nuovo. Al diavolo i sensi di colpa per la troppa cioccolata: non mi fa più neppure venire i brufoli e se si trasforma in cellulite e ciccia, tanto ormai ho un'età e posso rilasarmi. Eppoi corro t...