Domande

Da dove viene questo mio pressante e costante e devastante senso di colpa per ogni respiro? E perché desidero tutto e non merito niente? E la mia incostanza? E perché ho smesso di salvarmi rifugiandomi nel mio mondo parallelo: dov'è finito? Perché non so chiedere aiuto? Non so esprimere le mie idee con la chiarezza che sento nei miei pensieri? Perché dico cose tremende ad Alice e poi la ricopro di tenerezza? Perché non so scegliere un regalo per me? Non oso esprimere i miei desideri, dire che anche a me piacerebbe...? Perché non sento più il mio corpo? Non so chiedere e dare carezze e ne ho bisogno come dell'aria? Non so dare e trovare un abbraccio?
Cosa c'è di così incredibilmente sbagliato in me da non avere un'amica che viva a meno di duecento chilometri? Perché non dico che il lavoro che faccio mi fa schifo? Chi mi tiene qui sono i bimbi: non sopporterei saperli crescere con altri che non sono io. Sarò una mamma terribile, lo sono. Ma li amo molto e mi sento amata come da nessun altro.
Perché sembro respingere gli altri? Perché il mio tono di voce, le mie espressioni sembrano essere tanto dure e taglienti anche quando non è mia intenzione?
Perché la timidezza? Il costante senso di inadeguatezza? Perché riesco ad urlare solo in auto? Perché mi vergogno ancora a mostrarmi nuda a Paolo? O anche a cantare, quando c'è lui. E perché ballo solo quando sono con i bimbi? Perché nelle foto, se sono da sola, sembro sempre tristissima o drogata? Perché non so dire le parolacce o parlare di sesso, del “mio” sesso?
Perché non riesco ad amarmi eppure non so distruggermi davvero?

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