Propositi fatiche attese

Anche il proposito di capitare in questo spazio bianco almeno un paio di volte a settimana sembra, in questi giorni, gravoso più di quanto sappia dire.
Eppure lo faccio.
Come continuo ad alzarmi la mattina, a indossare la mia maschera di normalità e attraversare i giorni.
Come continuo a chiedere, la sera, di esonerami  da altre mattine e la mattina, al risveglio, non stupirmi di non essere stata esaudita.
Come continuo a camminare nonostante le scarpe rotte e le ossa stanche.
Provo anche a continuare i miei piccoli esercizi di felicità quotidiana che, ora come non mai, sono mantenuti in vita dai libri. Da quello che ho in borsa a quelli che attendono sul mio comodino.
Ho occhi stanchi e gonfi di troppi pensieri.
Ho mani fredde e ferite da minuscoli morsi di enorme ansia.
Ho cuore rassegnato e corpo che non so spegnere se non in un sonno di sogni brutti e faticosi.
Aspetto il Natale. Sono pronta, nel mio essere completamente impreparata, ad accogliere una Luce, se mi venisse offerta.

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