Dire con gli occhi, ascoltare il non detto.
L'incomprensibile e l'ovvio.
Esercizi di piccola felicità. 7
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Primo giorno di liceo.
"Mi accompagni a scuola? Fino al cancello? Almeno il primo giorno..."
Sarà l'ultima volta che me lo chiedi?
Conservo questa mattina tra i ricordi più cari.
Non è sera per stare soli; e un libro non basta, soprattutto quando si è visto il film tratto proprio dal libro che si sta leggendo. "Mi sei cresciuto dentro" viene da lì e da un pensiero che mi gira intorno da alcuni giorni. Dalla consapevolezza che la presenza è talvolta inevitabile, anche quando si veste d'assenza. Dalla cosapevolezza che i giorni non vissuti sono quelli più sognati, quelli che restano dentro per sempre. E così non si rischia di non vivere ma di vivere il doppio, l'altrove. E doppio, e altrove, diventano anche i segni lasciati sulla pelle da tanta vita che non ne basterà un'altra. "Nel cerchio di un pensiero a volte mi riposo sognando" Chiedo la compagnia di Alda Merini, le sue parole per le mie. Chiedo un abbraccio che non ho. Chiedo le ali per raggiungerti.
Giorni densi. Anche di silenzio. Non c'è quasi il tempo per pensare, mi lascio portare da questo ciclone leggero e disordinato, certa che mi poserà da qualche parte, uno dei prossimi giorni. Allora mi mancheranno le corse, il tempo troppo veloce e mai abbastanza, i mille cassettini a dividere impegni, appuntamenti, scadenze. Il tempo di un caffè è tempo breve, parentesi profumata. Sarebbe bello condividere il respiro durante la corsa. Sarebbe bello trovare un sorso d'acqua. Lo sarà.
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