Si è soli quando nessuno sembra vederci; quando non sentiamo la carezza di uno sguardo.
Si è soli quando nessuno sembra ascoltarci; quando le nostre parole restano dentro per non perdersi in un silenzio di banale distrazione.
Si è soli in mezzo a un folla, nel disagio di discorsi lontani da noi, nell'imbarazzo tra persone non sufficientemente sconosciute e non abbastanza amiche.
Ho sempre avvertito la mia trasparenza, il mio non lasciar traccia.
Ho sempre desiderato avere la capacità di contorni ben incisi. Vanità.
Ho affinato l'arte della trasparenza, del muoversi senza spostare l'aria, dell'osservare passando oltre, come se tutto ciò su cui il mio sguardo si pone, fosse al di là della materia che deve attraversare.
Eppure sono stata notata, vista, guardata. Sono stata udita e ascoltata.
Allora cos'è questa solitudine che da sempre mi è compagna?
Mi manca la pioggia a farmi compagnia.
Mi sei cresciuto dentro
Non è sera per stare soli; e un libro non basta, soprattutto quando si è visto il film tratto proprio dal libro che si sta leggendo. "Mi sei cresciuto dentro" viene da lì e da un pensiero che mi gira intorno da alcuni giorni. Dalla consapevolezza che la presenza è talvolta inevitabile, anche quando si veste d'assenza. Dalla cosapevolezza che i giorni non vissuti sono quelli più sognati, quelli che restano dentro per sempre. E così non si rischia di non vivere ma di vivere il doppio, l'altrove. E doppio, e altrove, diventano anche i segni lasciati sulla pelle da tanta vita che non ne basterà un'altra. "Nel cerchio di un pensiero a volte mi riposo sognando" Chiedo la compagnia di Alda Merini, le sue parole per le mie. Chiedo un abbraccio che non ho. Chiedo le ali per raggiungerti.
Commenti