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2022

C'è molto silenzio tra i millemila pensieri di questi ultimi due mesi. Un silenzio che non cerca nemmeno di trovare le parole per raccontarsi. Eppure parole ne diciamo molte. Ne pronuncio molte. Cercando condivisione, sostegno, comunione, affetto, presenza. Risposte no. Non ci sono e se ci fossero sarebbero talmente ingiuste che non le vorrei sentire. C'è molta solitudine, in questo silenzio; ma anche molta gratitudine per le presenze discrete e accudenti che lo accompagnano. Non lo so se un giorno troverò le parole per nominare tutto ciò che mi plasma e che costruisce i giorni della nostra famiglia. Forse mi abituerò a questo sentire innominabile. O forse mi arrabbierò davvero tanto e farò una rivoluzione tale da non riconoscere più nulla di ciò che finora ha abitato la mia esistenza e quella di chi amo. Oppure, ancora, mi sembrerà di trovare la risposta, il nome, il perché.  Intanto sopravvivo di respiri accurati, di piccole gratitudini preziose, di commozione per minuscoli g...

Fili fragili e pensieri grati

La gratitudine di saperli. Sapere che posso alzarmi, andare nella loro stanza e trovarli intenti in qualcosa, in qualsiasi cosa. Poterli accarezzare, abbracciare, annusare. La calma fortissima dell'abbraccio nelle crisi più acute, quando i muscoli si tendono, il respiro non si trova. E il sollievo quando di nuovo riesco a riconoscere il tuo sguardo che mi riconosce. Il terrore di sbagliare. Gesto, parola, scelta. L'euforia minuscola per ogni traguardo minimo. Il sollievo di un nome, una strada percorribile. L'attenzione alle paure di chi ti ama e soffre accanto a te e forse vorrebbe farlo al tuo posto. La consapevolezza stupita di avere abbastanza forza e coraggio per tutto. E il desiderio che non siano necessari né la forza né il coraggio. Concedersi il pianto e anche il cantare. Sentirsi in colpa per il sonno e grati per il riposo che porta. La gratitudine del non essere soli. Il pensiero di tanti, la preghiera di tanti, l'esserci di tanti. Macabea non ha mai camminat...

Ti coverò

Macabea ha il cuore spezzato, cammina nel  bel mezzo di un incubo nero ed è terrorizzata. Macabea troverà il modo di tenere insieme il suo cuore e anche i pezzi di un altro preziosissimo cuore. Non smetterà di camminare fintanto che l'incubo non muterà in un sogno rischiarato. Rimarrà terrorizzata, ma riuscirà ad affrontare ciò che adesso la paralizza. Un'autrice speciale nel saper rendere cura le parole ha scritto "Covami finché non saranno pronte le ali". Ecco. Macabea sta covando e non smetterà finché le tue ali non saranno pronte.

Fioritura

Macabea si sente stretta dentro la cornice in cui la disegni. La sua narrazione, quello che c’è nella sua testa, tu non lo sai: puoi solo immaginarlo, intuirlo, sfiorarlo. Non sai quale narrazione percorre per arrivare a sera e non sai cosa si racconta prima di abbandonarsi al sogno. E non lo sai perché non l’ascolti e non la osservi. Sembri non aver capito quante Macabea vivono dentro Macabea. Eppure quella che avevi disegnato tu, incorniciandola in un santino che possedevi solo tu, è stata cancellata da un'esplosione molti anni fa. Restano le tracce sul foglio, certo, perché lei è anche quel santino. E poi è molto altro. Pensavo lo avessi sempre, ancora, ben presente. Macabea si sente spesso giudicata, altrettanto spesso si sente di non meritare nemmeno un giudizio perché l’interpretazione autentica, ammesso che esista, è sempre prenotata da altri diversi da lei. Macabea sta lentamente costruendo un autunno di semina, che diventerà inverno di apparente sterilità e primavera ...

Rivoluzione!

 Macabea sente un ribollire sommesso e continuo nei suoi pensieri. (E io con lei) Macabea pronuncia "sì" che la portano ad ascoltare, vedere, condividere, stimoli, idee, suggestioni, desideri che le restano addosso con l’urgenza di venir raccontati e soprattutto vissuti. Macabea sente un desiderio di rivoluzione. (E io con lei) Macabea sente l’urgenza di rivoluzione: dentro di sé e intorno a sé. Ha bisogno di coinvolgere altri nel suo desiderio perché sente che è possibile rendere migliore lo spazio in cui si muove, perché sente che non le è abbastanza rivoluzionare se stessa e perché da sola teme di perdere un po’ lo slancio e di impantanarsi in uno scomodo ma solito quotidiano. Macabea inizia con il suo manifesto rivoluzionario e si impegna a non trascurare il desiderio urgente di mettere sottosopra il suo pensare e il suo agire cercando di coinvolgere chiunque incontri nel suo incessante camminare. Ho visto una formica, In un giorno freddo e triste, Donare alla c...

Pensieri confusi e sconnessi

Siamo relazione e al di fuori della relazione non siamo. Allora lo sguardo non può che posarsi su questo essere relazione che esclude una possibilità di vivere la relazione stessa rendendola proprio per questo ancora più salda e presente. Una relazione sempre possibile, mai attuale, nemmeno vissuta e perciò mai passata, mai consumata, mai chiusa. Una relazione che parla al congiuntivo condizionale e può solo immaginarsi la futuro remoto sapendo che il futuro potrà esistere solo come immaginato. Eppure è proprio questo essere senza essere, viversi senza consuetudine, a rendere possibile un quotidiano  che a volte sembra impossibile. E' la distrazione da un sogno consapevole che rende capaci di gratitudine per un dono che non si scarterà mai per aspettarlo sempre, certi della gioia del riceverlo. E' il sorriso negli occhi a un pensiero improvviso. Tutto può esistere di per sé senza che uno sguardo inevitabile incroci il tuo? Senza che la consapevolezza del congiuntivo condizional...

Il tuo silenzio

Tu mi parli quasi solo se ti sogno, e il tuo silenzio è triste e pesa riempiendo il mio cuore. Il tuo silenzio mi insegna la fragilità resiliente, il passare del tempo che non è quasi mai indolore o gentile come vorremmo. Il tuo silenzio, che ti allontana da noi e ti fa più cara ai nostri cuori, mi insegna la pazienza di una accettazione che non sa essere rassegnata. Dove sei quando ci osservi da lontano? E dov'eri tutti i giorni in cui ti abbiamo data per presenza viva e necessaria ai nostri giorni?  Le tue mani tremano quanto fermi sono i tuoi pensieri. Anche oggi, come sempre. Mi senti? Senti quanto mi manca il tuo essere al centro stando in disparte e rendendo gli altri da te il tuo centro?  Ti vengo a cercare e sbaglio tempi, voce, modi, ma continuo a cercarti, continuo a sbagliare e però a cercarti. O forse vengo a trovarti e ti abbraccio per come sei oggi e per come non sei più oggi.  Ecco. Ti abbraccio. Nel silenzio rumoroso che sei.

Se non ci fosse la poesia

For My Lover, Returning To His Wife She is all there. She was melted carefully down for you and cast up from your childhood, cast up from your one hundred favorite aggies. She has always been there, my darling. She is, in fact, exquisite. Fireworks in the dull middle of February and as real as a cast-iron pot. Let’s face it, I have been momentary. A luxury. A bright red sloop in the harbor. My hair rising like smoke from the car window. Littleneck clams out of season. She is more than that. She is your have to have, has grown you your practical your tropical growth. This is not an experiment. She is all harmony. She sees to oars and oarlocks for the dinghy, has placed wild flowers at the window at breakfast, sat by the potter’s wheel at midday, set forth three children under the moon, three cherubs drawn by Michelangelo, done this with her legs spread out in the terrible months in the chapel. If you glance up, the children are there like delicate balloons resti...

Macabea si chiede

Può esistere il perdono per qualcosa che non è? L'esercizio è quello della pazienza? O della lucida distrazione dello sguardo che vorrebbe posarsi dove il vedere sarebbe doloroso? Fingere di ignorare è perdono? E perdono equivale a un'accogliente accettazione o è rassegnazione a una realtà che non si può cambiare se non con un ribaltamento di equilibri fragili? E ne varrebbe la pena? Esistono domande a cui non si può rispondere. E questa è salvezza da pensieri altrimenti insopportabili. Esistono giorni che partono lievi e diventano corse in apnea mentre fuori dalla finestra splende il sole e il tempo sembra gentile.

Ruminare

Capita di avere come sottofondo alle proprie giornate lavorative il ruminare continuo di una fame nervosa altrui.  Capita di non sentire il rumore per giorni, anni, e poi capita un giorno in cui sembra più forte di ogni altro rumore. Sentirsi irritati da una simile inezia rende nervosi. Un circolo vizioso inutile e dannoso. Eppure oggi Macabea è irritata. Dalla sensibilità inutile del proprio apparato uditivo, da chi il rumore lo provoca pensando di rispondere così a un bisogno che in realtà ne nasconde ben altri, dall'impazienza che tutto questo comporta rendendola poco accogliente e un po' esasperata al pensiero delle molte ore che ancora la separano dal silenzio mandibolare. Ecco perché adesso Macabea metterà tutto in pausa e andrà per pochi minuti a circondarsi di fiori e verde. E silenzio

Piccoli esercizi di felicità quotidiana.41

Un giorno o l'altro Macabea cercherà di capire davvero perché nei giorni di pioggia e cielo grigio si senta tanto luminosa e finanche bella.  Oppure no.  Continuerà a gustare la piccola gioia che le fa danzare il cuore quando la pioggia batte sui vetri e a sorriderne con chi ascolta incredulo di questo suo piacere.

HappyNext. Qui e ora

Attenzione-Lentezza-Umiltà-Dolore-Memoria-Talento-Noi "Dai continui depistaggi da noi stessi possiamo salvarci solo con l'attenzione, che è un piccolo germe di libertà, un'insurrezione verso chiunque intenda controllarci o distoglierci da ciò che davvero conta. Per attenzione non intendo solo concentrazione, ma presenza di noi stessi in ogni momento, lo stare "qui e ora", come direbbero i monaci zen, vivendo intensamente e con consapevolezza." "Quando rallento e torno a ritmi più umani mi accorgo di riuscire a mettere le cose a fuoco, le vedo più chiaramente. Il ridimensionamento migliora la visibilità. Se voglio chiarirmi le idee, non vado a correre, vado a camminare. Se voglio provare davvero piacere, devo gustare, non ingozzarmi. Se voglio dare solennità a qualcosa, scandisco bene le parole o rallento i passi in una processione. Per godermi un'alba o un tramonto, mi devo fermare." I libri non capitano quasi mai per caso. In un lungo periodo...

Sogni

Mentre dorme Macabea sogna molto e di solito ricorda i sogni. Da qualche tempo torna spesso in un sogno dove vive momenti di grande tenerezza. Viene baciata da baci dolcissimi donati da persone che non conosce, con le quali non c'è altro trasporto se non questa enorme dolcezza e naturalezza nell'esternarla. Sono sogni che la fanno risvegliare serena e che però la imbarazzano un po' e talvolta la fanno molto sorridere, soprattutto quando riconosce i suoi compagni. Capita infatti che siano personaggi noti ma non per la loro avvenenza o desiderabilità. Nel sogno non interpretano se stessi: semplicemente sono i datori di una tenerezza accolta con serenità e coinvolgimento. Macabea forse preferirebbe sognare qualcuno di più bello, di più facilmente nominabile; qualcuno che abbia titolo per rientrare nell'immaginario onirico di una donna della sua età, ma ai sogni non si comanda, però li si può interrogare.  Perché Macabea sogna tanta tenerezza ad avvolgerla? Quanta non ne tr...

Piccoli esercizi di felicità quotidiana. 40

Riabbracciare l'abbraccio più bello. Camminare ascoltando una storia da chi la sa raccontare. Sbattere contro una porta impenetrabile, chiudere gli occhi, sentire il magone salire, respirare lentamente e mandarlo giù.

Macabea che sbaglia. Forse.

Macabea viene rimproverata spesso. I rimproveri fanno male sempre, se poi arrivano da chi ci ama e amiamo fanno anche più male. Le viene spesso rimproverato il tono sbagliato, la voce sbagliata, le parole, i modi. Tutto sbagliato. Qualche settimana fa il rimprovero le ha fatto particolarmente male perché arrivato dopo un grande impegno di pazienza e attenzione e cura che non è stato abbastanza compreso e sicuramente non abbastanza portato a compimento. Macabea si accorge quando la sua voce non è quella che vorrebbe avere. Soprattutto con chi in questo momento è fragile e ha necessità di un accudimento speciale. Continua a provare e a   impegnarsi ben sapendo che quello che farà non sarà mai abbastanza e mai come lo vorrebbero coloro che lo ricevono. Ma dopo l’ultimo rimprovero, molto duro, dopo aver bagnato con lacrime molto salate la ferita, Macabea ha compreso qualcosa di importante. Chi la rimprovera ha disegnato una Macabea che non c’è, che le somiglia, ma che non è lei. Chi...

Sembrava Bellezza

La scrittura di Teresa Ciabatti somiglia a un labirinto di intelligenti intrecci: impossibile non perdercisi. E’ scarno e asciutto; non fa sconti, chiede impegno e restituisce dubbi. I libri di Teresa Ciabatti che ho letto finora non mi sono piaciuti. “La più amata” e ora “Sembrava bellezza” mi hanno infastidita come poche altre volte è capitato. Potrebbe essere un pregio se a infastidirmi fossero state le storie scomode, ma ciò che mi ha stancato è il gioco di specchi tra l’autrice e la voce narrante. Un gioco costruito con supponenza e un inutile egocentrismo. Sembrava bellezza parla con la voce di una scrittrice alla soglia dei cinquant’anni, che ha raggiunto il successo tardi e che ora ha l’impressione che stia svanendo. Una donna con un successo esteriore e troppe macerie dentro. E’ stata una adolescente sbagliata e inadeguata, non abbastanza carina e poco amata (ci sono adolescenti che si sono sentite diverse da questa descrizione?). E’ una donna separata e con relazioni ins...

Piccoli esercizi di felicità quotidiana. 39

Cantare almeno una canzone al giorno. Ad alta voce e non necessariamente mentre sono sola in auto. Iniziare a collezionare i sogni belli da ricordare: quelli in cui si entra e quelli in cui ci lasciano entrare. Non temere di disturbare e mandarlo, quel messaggio, farla, quella telefonata; proporre di vedersi, parlare, incontrare, abbracciare almeno con il cuore. E lasciarsi abbracciare. Dedicare pochi minuti al giorno a contare i propri respiri senza che sia un modo per inghiottire i pensieri sgradevoli, ma un'occasione per liberarsene.

Ritorno a me

Può capitare di ritornare con la sensazione di non essere partiti e può capitare di sentire un nodo in gola chiudendo lo sportello dell'auto come se si chiudesse l'occasione di partire davvero. Invece si torna. A cosa torniamo?  Apro la porta di casa e c'è un profumo buono: non sembra nemmeno sia stata chiusa per un paio di settimane. La doccia calda perché ho portato con me l'aria fresca con cui avevo salutato la mia casa del cuore. Un sonno in troppo silenzio per essere davvero ristoratore. Qualche giorno fa ho compilato l'ennesima lista che puntella il mio resistere e resiliare.  Nulla da spuntare, da fare come obbligo; nessun vero proposito se non quello di continuare a provare, sempre, senza rinunciare mai. Provare. A volermi bene. Perché questa cosa dell'ama il prossimo tuo come te stesso mi sta arrovellando non poco i pensieri. Come mi amo? Mi amo? Mi prendo cura di me?  Questo tempo è tempo di cura e lo sarà ancora per molto, mi auguro. Come potrò prende...

Piccoli esercizi di felicità quotidiana. 38

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Macabea ha sempre pensato che tra i piaceri più grandi dell'avere un po' di tempo per sé ci sia questo: alzarsi per la colazione e poi, prima di vestirsi, tornarsene un poco sotto le coperte a leggere. Se poi dalla finestra aperta  entrano sole caldo e aria fresca, allora è proprio lì che ritrova la sua casa del cuore.

Punto e a capo. Ancora

Nessuno è più solo di chi potrebbe non essere solo.  Ecco. Macabea potrebbe non essere sola. Le storie che non si consumano si logorano. Come i tessuti preziosi che lasciamo nei cassetti per timore di rovinarli e che ritroviamo segnati dalle tarme, dal tempo che ha ceduto il suo colore alle pieghe. Ecco. Macabea si sente un po' come un tessuto logoro. Ma prezioso. Eppure. Macabea sa vivere in apnea e sa come si tocca il fondo per darsi la spinta giusta a uscire e prendere aria. E sa respirare abbastanza per sé e per chi accanto a lei aspetta il suo respiro, o del suo respiro si dimentica. Respira lentamente, Macabea. Molto più lentamente di quanto non abbia mai fatto. Sta imparando l'impermeabilità della sua pelle segnata da ogni attimo, da tutti i pensieri che non riesce -non ancora- a dimenticare, a perdere, a lasciar volare via. Ecco. Macabea mette un . E va a capo "Una donna non può sopravvivere col solo suo _            ...