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Piccoli esercizi di felicità quotidiana. 11

Impossibile addormentarsi senza la dolcezza del vostro ultimo saluto, anche ora che mi sembrate così grandi, nei vostri soliti letti. Impossibile rinunciare al rito che, di tanto in tanto, regala i sorrisi più belli e gli attimi più cari da conservare nel cuore. Come un inaspettato, perché molto, troppo, raro: "ti voglio bene".

Siamo nati di primavera

Siamo nati di primavera. Non abbiamo conosciuto l'estate, se non nell'illusione dei primi giorni di sole caldo; abbiamo attraversato l'inverno per tornare alla primavera come solo ai bambini è dato. Quello che ci siamo dati sono parole inventate in un altrove di tempi verbali. Quello che ci siamo dati è un sogno lento da raccontare sottovoce prima di dormire.  Quello che abbiamo è la presenza di chi si pensa. Siamo nati di primavera. Primavera resteremo.

Piccoli esercizi di felicità quotidiana. 10

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Il mio altrove ha pareti grigio-azzurre e un soffitto sotto il tetto per sentire la pioggia; una città grigia fuori dalla finestra e tutti i libri che vorrei intorno. Il mio altrove ha prati verdissimi e cieli profondi puliti da un vento salato; il mare fuori dalla finestra e aiuole piene di fiori spontanei. Il mio altrove ha un'amaca sospesa tra due alberi troppo grandi da abbracciare e un dondolio leggero che non mi consente di scendere.

Quindici

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Eccoti qui. In cammino con determinazione e un po' di ostentata pigrizia. Con la tua curiosità per il mondo e lo sguardo aperto alla scoperta. Con contraddizioni e testarde coerenze a puntellare la confusione. Parole, disordine, talenti. E il tuo bel cuore.

Piccoli esercizi di felicità quotidiana. 9

In realtà la tentazione è il silenzio o il cercare sfogo in una lamentazione autodistruttiva. Forse, però, in qualche angolino nascosto di non so quale posto dentro di me, una labile traccia di ottimismo a oltranza è rimasta (e non so dire se sia una condanna o la mia salvezza). Così ci provo. Nulla da dire se non che vorrei riprendere questi piccoli esercizi di felicità quotidiana, anche se non trovo ragione al mio camminare, al mio faticare. L'altro giorno ho camminato velocemente con la musica nelle orecchie e il pensare si è ripulito. Almeno per un po'. Ho dato una disciplina insolitamente ferrea alla scansione temporale delle mie giornate. Leggo disperatamente libri che mi consentano di divorare parole che salvano e, proprio per questo, sabato parteciperò a un corso che tra i libri mi farà perdere e ritrovare. Mi punisco, un po', lievemente, offrendo il mio piccolo sacrificio per altri che faticano più di me e che amo più di quanto non ami me stessa. Prego. Con ...

Buona Pasqua

Anche la Tua porta era chiusa. Chiedo. Busso. Nessuno risponde. Nessuno apre. È il Tuo silenzio nel mio vuoto e inutile pensare e pregare. Continuo a credere di essere io: a non sentire, a non saper chiedere. Sono ferita da un Amore che non so. E sono ferita dagli Amori che non so nutrire. Cerco un silenzio che porti pace. Trovo un silenzio pesante di tutto il non detto. Ho sogni che altri vivono. Ho desideri che altri compiono. Ho i tulipani che ho comperato per fingere colore. Ho un biglietto identico a quello dello scorso anno e a quello prima ancora. Ho mancanza e vuoto e buio. E il consueto senso di colpa per la mia poca accoglienza. Nemmeno il coraggio della dissolvenza. O della menzogna, almeno. Io. Il mio castigo più grande.  
Quando non ci sei, la nostra casa è più in ordine e i miei occhi si posano sereni sui cuscini ben sprimacciati, sui tappeti liberi da cavi volanti, sul piano di lavoro della cucina pulita da farina e briciole. Quando non ci sei, la nostra casa è in ordine. Non così il mio cuore e i miei pensieri, che trovano ordine e riposo quando ci sei.

Disinstallatemi il sesto senso

Si vorrebbe tornare a casa e trovare il nido che accoglie, protegge, e risolve, ma se il nido lo si è costruito con amore e volontà, tocca più spesso ai costruttori accogliere, proteggere e risolvere. Ecco. Ieri sera è andata così. Ho ricevuto in dono una confidenza fragile e preziosa e spero di averla saputa accogliere con la voce e il gesto giusto. So di essere stata sincera, ma non so se sia abbastanza. Inizia una strada nuova e non sarà una strada facile, perché poter essere solo testimoni delle inevitabili fatiche di chi ami, non è facile. Qui non c'è nulla da risolvere, ma da proteggere e accogliere sì. C'è da trovare l'abbraccio e il coraggio dell'orgoglio di un amore senza confini. Per questo ti ringrazio. Perché ieri mi hai affidato il tuo cuore. Spero che fra tutte le parole che ci siamo scambiati, tu ricorderai che in un angolino di questo tuo cuore speciale, io vedo il suo sguardo lieve sul mondo (dono che in pochi hanno) che ti sosterrà sempre. Ti vo...
La giornata della felicità mi ha trovata con un senso di angoscia che mi chiude lo stomaco. Apparentemente senza motivo, in realtà devo ringraziare le antenne che non si abbassano mai e che mi fanno cogliere anche quello che non vorrei. Ora si tratta di capire se fare come sempre e andare avanti sapendo che prima o poi arriverà il momento di affrontare tutto, oppure andare all'assalto e vedere cosa succede. Per il momento vorrei solo che la mia mente riuscisse a essere abbastanza occupata da non lasciarmi il tempo di pensare. Non sarebbe stato diverso se avessi avuto il coraggio di chiamare per nome i miei desideri e di provare a seguirne il richiamo. Non sarebbe stato diverso, solo avrei avuto un po' più di distanza fra le mie fatiche e le fatiche che saranno mie pur non avendole scelte. Per il momento vorrei che accadesse un miracolo piccolo e risolvesse tutto. Uno solo.

Neve

Dove vivo, la neve cade e non si ferma.  Insegna a gioire del momento, della speranza che questa volta sarà diverso.  S'impara l'attesa e la disillusione.  Resta, ogni volta, lo stupore della felicità per questi fiocchi di passaggio.

La felicità di Virgina Woolf

Le letture del mio ultimo anno sono state accompagnate dai diari di Virgina Woolf, letti lentamente, tra un libro e l'altro, per trovarne il ritmo quotidiano e, talvolta, far coincidere i suoi giorni con i miei. Non ho mai pienamente condiviso la lettura della Woolf alla luce della sua malattia mentale. Tra le righe dei suoi romanzi, nella sapiente e unica scelta delle parole, nei ritratti delle donne che vivono i suoi libri, ho sempre scorto una vitalità che nella più diffusa critica letteraria viene spesso dimenticata. Nei diari ho trovato la civetteria, le preoccupazioni quotidiane per la gestione casalinga, la curiosità verso gli altri, l'amore per il marito e per altre donne; ho trovato il timore di non piacere, di non essere all'altezza e la consapevolezza del proprio talento; ho trovato le contraddizioni, le nuvole anche nei cieli più azzurri; la speranza e lo sconforto. Ho trovato una donna come siamo in tante, ma soprattutto una donna che sapeva essere felice c...

Desiderio di pioggia

Desidero un giorno di pioggia. Un giorno di pozzanghere da saltare e vetri decorati dalle gocce che li rigano. Di corse sotto l'acqua perché l'ombrello è all'asciutto. Desidero un giorno di pioggia, il rumore sul tetto prima di dormire ad accompagnare nel sonno, o prima di alzarmi per poter rubare ancora un po' di calore prima di iniziare la giornata. Un giorno in cui non ci si può sentire soli, perché il profumo della pioggia riempie i ricordi e il suono riempie i silenzi. Stamattina mi sono svegliata desiderando la pioggia e invece, quando il buio se n'è andato, il cielo era più azzurro che mai: bellissimo. Tanto bello da farmi sentire un po' in colpa per il mio desiderio. Cosa mi fa amare tanto i giorni di pioggia? Perché non riesco a coglierne la tristezza che vedono in tanti? "Piove, e se piovesse per sempre, sarebbe questa tua carezza lunga..." (P.Cappello) Ecco. Forse il desiderio è una carezza.

Amore, paura e io

E se per amarmi con tutta la pazienza necessaria, con tutta la dolcezza necessaria, dovesse aver bisogno di amare un'altra? Un'altra che non chieda presenza, rassicurazione, impegno. Un'altra che usi le parole come le usa lui, come le sente lui. Una che ascolti la musica con il midollo e il cervello e trovi corrispondenze che possono condividere e che a me non sono concesse. Una donna complicata in modo differente dal mio. Una donna che disegni per lui l'altrove che io non so essere. Se per amarmi avesse bisogno di questa presenza, lo vorrei sapere? No. Ho già sperimentato la conoscenza a tutti i costi e conosco bene il dolore e le ferite che lascia e non se ne vanno. Allora provo a non cercare a non sentire a non vedere. Mi concentro sul silenzio che non riesce a riempirmi come vorrei. Credo di non essere la compagna che dovrei, ammesso ci sia un modo giusto per essere la compagna giusta. Mai come in questo periodo l'amore è provare a cercare accoglienza senza ...

Leggendo, rubando, condividendo. Piccoli esercizi di felicità 9

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Sono così contenta di aver imparato a leggere! Perché posso inciampare in parole che raccontano, meglio delle mie, il mio sentire e il mio vivere. "Io sono fortunata, e lo so benissimo: anche se spesso scrivo di malinconie, rabbie, rimpianti, rimorsi e dolori veri e propri, se morissi domani non potrei certo lamentarmi, e ci penso spesso, perchè cose magnifiche, nella mia vita, ne ho avute di continuo. E le ho apprezzate davvero. Ma i regali veri sono più rari delle cose magnifiche, perchè molte di quelle le ho pagate col mio sangue, ho sudato anche io per costruirle. I regali gratuiti, che non lasciano in bocca il sapore della polvere, che non lasciano cicatrici, non ti scrivono che ti hanno percepito turbata. Ti sollevano dal turbamento. O ti ci portano attraverso, ma tenendoti stretta forte, e arrivati dall'altra parte non chiedono neanche un grazie." ( http://auleintempesta.blogspot.it/2017/12/i-regali.html ) Buon Natale
Ho solo il silenzio per la fatica che sta riempiendo i miei giorni. E la sensazione di impotenza e inutilità. Sembro non avere armi, non servire. Sono disarmata e inutile. Troppo tempo che siamo privi di giorni da dimenticare, di quelli che scivolano via senza lasciare traccia. Troppo tempo che i giorni sono tutti salite da percorrere senza nemmeno vedere la meta, lassù. E' quasi Natale. Spero mi porti un miracolo piccolo e nemmeno troppo prezioso. Spero mi porti la capacità di vederlo, perché temo di aver perso anche quella.

A.

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Vorrei dirti parole che volessi ascoltare. Vorrei fossero parole non per farti piacere, ma per farti sentire compresa. Vorrei fossero parole che abbracciano e vorrei sentirti sciogliere nel loro abbraccio. Invece quando ti abbraccio, anche senza parole, sembri a disagio, rigida e con il solo desiderio di liberarti di quell'abbraccio. E le mie braccia si riempiono di gelo e il cuore, per un attimo che dura anche ora, se ci penso, si ferma. Vorrei saper tacere del silenzio che vorresti. Vorrei sapere quel tacere, non per farti sentire sola, spiegata malamente, raccontata malamente; ma un tacere che ti facesse sentire accolta e, ancora, compresa. Perché l'impossibilità  di comprendere quello che pensi, come lo pensi, come ti racconti è il mistero doloroso che stiamo vivendo. Guardarti mentre ti perdi è un dolore che sopporterei senza fiatare, se sapessi che ti porta alla luce. Guardarti da lontano è un dolore che sopporterei senza respirare, se sapessi che ti porta a casa...

Che non finisse mai quel dondolio

Tu non ricordi ma in un tempo così lontano che non sembra stato ci siamo dondolati su un'altalena sola Che non finisse mai quel dondolio fu l'unica preghiera in senso stretto che in tutta la mia vita io abbia levato al cielo (M.Mari) Se non ci fosse la poesia, la mia voce non troverebbe suono. Se non ci fossero le parole scritte da altri per me, la mia voce non sarebbe. La mia voce è silenzio che parla con parole d'altri. Ogni ferita è più lunga a guarire. Ogni silenzio più difficile da tacere.

Piccoli pezzi

Desideravo un altro piccolo esercizio di felicità che gira da un po' tra i miei pensieri, invece mi sento così a pezzi, ma pezzi piccoli e uno diverso dall'altro, che non posso. Ciò che posso è cercare i cerotti della giusta misura per tenermi insieme. Mi chiedo quando arriverà il giorno in cui non serviranno che quelli più piccoli e solo così, per prudenza. C'è chi riesce a mandare in frantumi il mio cuore con precisione chirurgica e poche frasi. C'è chi riesce a farmi sentire sempre la ragazzina che delude le aspettative, quella che non fa e non è mai abbastanza. E poi ci sono io. Volevo respirare l'odore del mare, oggi. Nel vento freddo che qui sembra portare il profumo della neve e invece, in spiaggia, avrebbe portato sale sulle labbra e tra i capelli. Volevo un vento che impedisse di sentire la fatica del mio respiro. Invece sono rimasta qui. A pezzi che nessuno raccoglie. Nemmeno io.

Piccoli esercizi di felicità. 8

La nebbia ad ammorbidire i profili, le mani fredde e i termosifoni per la prima volta caldi. Raccogliere una paura e farla propria per alleggerire quella di chi te l'ha affidata. Il pensiero di un sorriso che ti pensa. Il sorriso che nasce prima di poterlo fermare. Venerdì di minuscole promesse: la pigrizia, una coperta, le voci dei miei figli, un libro, tu.

Sono arrabbiata con te

Sono arrabbiata con te. Per la volta che ti ho chiesto di offrirmi una merenda e hai finto di non avere spicci per pagare, così abbiamo diviso la spesa (lo so che hai finto: poi ho guardato nel tuo portafogli). Perché mi hai negato senza dire mai un no chiaro, il mio desiderio di avere un terzo figlio. Perché poi, quando la terza gravidanza è arrivata, inaspettata, mi hai accusata di averti ingannato e mi hai lasciata sola di una solitudine che non immaginavo nemmeno esistesse. Perché ho perso il nostro terzo figlio. E non riesco a non pensare che sia accaduto perché ha sentito il tuo rifiuto e la mia solitudine. Perché mi hai tradita per primo e hai lasciato che ti tradissi anche quando avevo chiesto il tuo aiuto. Perché di questo dolore avrei avuto bisogno di parlare e capire e invece tu hai chiesto silenzio e io ho taciuto. Perché non mi hai mai chiesto scusa e invece quando ti ho ferito io, mi hai vomitato addosso tutta la tua rabbia e il tuo dolore. Perché ho chiesto due gi...