A volte basta saper di potersi fermare. E attendere. Forse è nato da questo il desiderio di tornare, anche se ancora non ho ben chiaro il come del mio tornare. Ancora non so come riempirlo, il mio ritorno.Quali parole pronunciare, quali pensieri osare. Sospesa nell'incertezza del mio stesso desiderio di trovare una via, un'espressione, un modo, per pensieri che non rimangano prigionieri tra i nodi dei miei capelli. Forse servirebbe qualcuno con cui condividerli, i miei pensieri; trasformandoli in parole rumorose, in risate, in sorrisi d'intesa, in silenzi leggeri di complicità. Forse. Ancora un forse. Però. Questo luogo mi è mancato. Starne lontana è servito a sollevare lo sguardo, seppur di poco. Non ha attutito la nostalgia per chi non cammina più al mio fianco, per chi non può o non vuole camminare al mio fianco. Non ha curato il dolore, la distanza; né amplificato la gioia. Ero sempre, Macabea, io in un altrove diverso da quello che desidero. Perché l'altrove...
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Lentamente
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Comincia con un pensiero piccolissimo, bisbigliato appena. Poi si notato coincidenze che tali non sembrano. Un profumo, un oggetto che si credeva smarrito improvvisamente ritrovato, una voce. Ricordi? La nostalgia si fa urgenza. E si ritorna. Questa casa silenziosa che ha accolto il mio lento ritorno, ha ancora le finestre socchiuse; ancora la polvere copre molto del suo calore. Fuori i giorni passano veloci, il respiro non trova il tempo di ascoltarsi, il tempo scivola tra parole poco attente e sguardi troppo di corsa. Incespico. Non cado. L'apnea che da sempre regola il mio cuore è tutta lì fuori. Qui è silenzio e ombra accogliente e calore come di braccia che mi attendono. E provo. A ritornare. Lentamente.
Freddo
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Forse l'amore più grande è quello che sa tacere; quello che vede e decide di non guardare, che sente e decide di non ascoltare. Forse tornare è più doloroso che partire, ma forse è nel rimanere che l'amore attraversa i giorni. Imparare il silenzio che si nutre di gesti. Un abbraccio, per esempio. Imparare il silenzio che accoglie e ristora e diventa rifugio; e casa. Ho necessità di pensieri che trovo solo quando l'acqua mi è ovunque, ma qui fa ancora freddo, e mentre imparo il silenzio e cerco pensieri, desidero respirare la voce calda di chi mi ha abbracciata e non è.
Macabea
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Capita di tornare Capita di trovare una chiave rimasta nascosta tra troppi oggetti dimenticati. Capita di sentire un profumo, una voce, una luce; e il ritorno sembra inevitabile. Dove sono stata? Ferma o in cammino? Più rughe sul mio viso, più confusi i miei capelli, più consapevoli i miei pensieri. Meno ferme le mie mani, meno sicure le mie labbra, meno consapevoli i miei pensieri. Più stanchi gli occhi, più lento il cuore. Meno sicuro il passo, meno certa la strada. Nessuno ha bussato alla mia porta; nessuno è venuto a cercarmi. Partita dal nulla al niente ritorno. Partita da me, torno a me. E' possibile la partenza se non prevede il ritorno? Ho aperto la porta e, senza accendere la luce, ho socchiuso la finestra. I prossimi giorni deciderò se aprirla, se dare aria alle stanze, se togliere la polvere che si è posata ovunque raggiungendo i miei gesti ma non i miei pensieri.Forse. I prossimi giorni deciderò. Adesso mi siedo, respiro piano e riconosco il post...
Fine
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Macabea può permettersi di fermarsi, di smettere di resistere, di scendere e di sparire. E lo farà. Io no, non posso; ma senza Macabea questo posto non ha più senso. Un altro mucchietto di parole lasciate nell'immensa discarica della rete... P.s. Caro Jesùs, tra poco sarà il tu compleanno e ti chiedo un regalo. Fammi sapere che ci sarai ancora, nei miei giorni. Nei miei pensieri ci sei sempre. Ti voglio bene. Paola
Azzorre
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Eppure questo potrebbe essere uno dei miei giorni preferiti. Pioggia e temporali che hanno accompagnato i miei sogni, belli, fatti mano nella mano con una ragazzina timorosa. Pioggia e temporali anche la mattina. Mattina grigia e un po' buia, fresca. Ideale da lasciar passare leggendo, sotto una coperta leggera, con la finestra aperta a sentire il profumo e il rumore della pioggia. Invece aspetto che questo giorno possa finire presto. Aspetto di chiudere gli occhi perché i miei sogni, da un po', sono spesso più belli dei miei giorni. Aspetto di chiedere aiuto alla mia innata capacità di rimozione per rivolgere il mio pensare a pensieri leggeri e belli e un po' inutili e leggeri e belli proprio per questo. Nel mentre resisto. Ma ultimamente la resistenza sta prendendo la forma di un progetto di "fuga". Necessità di trovare dove si è nascosto il coraggio per farlo. E farlo bene. Fuga che non deve essere un fuggire ma un cambiare verso quell'altrove che ...
La principessa che credeva nelle favole
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"-Ci vogliono sia il sole sia la pioggia per fare un arcobaleno- spiegò Dolly. -Tenetelo sempre a mente.-" Ecco un buon vademecum. Una di quelle frasette da scrivere su un foglio e portare sempre con sè. Il libro non l'ho ancora finito di leggere e non so dove mi porterà e cosa mi lascerà. Però mi piace come culla il cuore senza indulgere in una tenerezza illusoria. E mi piace che in ogni pagina l'indicazione sottintesa è di avere il coraggio di fidarsi di noi stessi, di volersi bene, di credere che le favole esistono ma non per forza finiscono come ci si era immaginato. E mi chiedo. Lo leggono solo le donne che non hanno paura di sembrare un po' ingenue? Mi piacerebbe sapere se un uomo lo ha letto. Ancora di più se esiste un uomo che lo ha comperato e poi, dopo averlo letto, consigliato a un'amica, una compagna, una figlia. "-Ci vogliono sia il sole sia la pioggia per fare un arcobaleno- spiegò Dolly. -Tenetelo sempre a mente.-" La principe...
E poi
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E poi all'improvviso si capisce. Di aver finito. Di potersi nuovamente ritirare lì dove nessuno ci vede. Di tornare trasparenti. E di averne paura. Una parola, un sorriso e una battuta. Con la naturalezza di chi ha un codice linguistico che si capisce non potrà mai essere il nostro. E allora tutto si fa chiaro. E buio. Perché fa male. Torna la paura che è sempre stata lì. Ho nascosto per un tempo bello, bellissimo, quello che in realtà non è mai cambiato. Ho provato. Non ne sono capace. C'è qualcosa, in me, che allontana. E poi la paura più grande. Di essere contagiosa.
Respiro
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Capita si sentirsi al buio. E di non riuscire ad accendere la luce. Capita di avere giorni pieni che si vorrebbe non finissero. E di sentirne invece il conto alla rovescia. Capita di cercare destinazioni. Altrove. E di non trovarle. Capita di sentirsi fermi. Come se il terreno sotto i piedi trattenesse le caviglie. Succede. E si lascia che passi. Ma non passa. Resta lì. Ci si dimentica per un po' del buio e dell'impossibilità di fare passi liberi. Ho il timore di invecchiare immobile e la consapevolezza che molto probabilmente finirà così. E non riesco a respirare come vorrei.
Pensieri sparsi.
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Di ragazzini confusi. Di ragazzini bellissimi nella loro confusione. E di genitori che non si rendono conto: della confusione; della bellezza. Di cicli che si chiudono. Con malinconica tenerezza e un magone al centro del cuore. Di cicli che si apriranno. Con timida tenerezza e un magone al centro del cuore. Di insofferenze antipatiche e inevitabili. Di barcarole colorate e circumnavigazioni. Di poesie per caso. Di libri letti a voce alta e risate condivise anche se non sempre reciprocamente comprese. Di vecchi film. Del bellissimo sorriso di Robert Redoford. Del profumo d'estate. Di attesa e chiacchiere e risate e lacrime dolci. E di 150 tovaglioli piegati intorno a posate trasparenti. Di tutto e di tanto. Di fuori di qui. Di qui dentro. Di cuori e di mani. Di tosse e fatica. Di parole e sogni e desideri e rivoluzioni. Di quotidiano e di avvenire. Di te. E anche di te. E di te. E di te. E di ciascun incontro che non è casuale e si sente, e lo si vorrebbe ...
Un anno.
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"Mi passa il freddo a dire che la vita esiste, mi passa il sonno, mi sento io la vita. Guarda, s'accende una luce. Si odono voci. Qualcuno corre, grida, si dispera. Ma altrove nascono mille, centomila bambini, e mamme di futuri bambini: la vita non ha bisogno né di te né di me. Tu sei morto. Forse muoio anch'io. Ma non conta. Perché la vita non muore." (O.Fallaci) Una parte del mio corpo è ancora vuota. Inconsolabilmente vuota. Una parte del mio cuore è ancora ferma. Inconsolabilmente ferma. Una parte del mio pensare è ancora assenza. Inconsolabilmente assenza. Un pensiero per ogni giorno che è passato senza passare davvero. Una lacrima per ogni pensiero che ho respirato. Un sorriso faticoso nel guardare pance vive, bimbi tanto minuscoli da stare in una mano. E nessun perché sufficientemente misericordioso da curare la ferita. E chiedo scusa. Per l'egoismo del mio dolore.
Casa
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Casa è dove il cuore riposa, dove il cuore fa inevitabili capriole, dove batte all'impazzata e dove può concedersi di rallentare fino a non sentirsi quasi più. Casa è dove riconosci il tuo posto, la tua forma e la tua sostanza. La riconosci dall'odore che ti lascia addosso, dal sorriso che nasce da dentro. Casa è un ricordo condiviso, un futuro da inventare. Casa è una voce che intreccia la tua come s'intrecciano le mani. Casa è oggi. Con il cielo pieno di vento e gli occhi pieni di cielo
Al mio doppio - Stephen Dunn
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Sei sempre stata quella cauta che entra nella passione in punta di piedi e la taglia a metà con la ragione. Te l'ho permesso, e sono andato per vie più felici e selvagge. Ora ogni mio pensiero sembra una fune annodata a un'altra fune, che va indietro nel tempo. Siamo intrecciati. Ho imparato a esitare persino dinanzi alla porta più spalancata. Non so cosa tu abbia imparato. Ma andare avanti, lo sento, é andare insieme adesso. C'è un posto dove vorrei arrivare prima di notte.
Macabea, la ragazzina e Frida Kahlo
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Per alcuni minuti, forse un paio d'ore, alcuni giorni fa, Macabea ha camminato a casa sua. In realtà erano corridoi di un museo, ma era circondata dai segni e dai colori di chi ha conosciuto e amato e sentito come parte della sua pelle. E lo ha fatto con una ragazzina scontrosa che cammina con braccia tanto strette al petto che rischia di cadere. Hanno guardato volti, colori, capelli intrecciati in nodi d'amore, collane di spine. Hanno riscoperto insieme la passione per la vita e per un uomo di una donna bellissima e forte. Una donna fatta di impeto e passione. Piena di sole e di ombre. E nel sole poi sono uscite, sotto un cielo di azzurro e nuvole e hanno mangiato un panino con le puntarelle, in mezzo a milioni di turisti e si sono sentite un po' straniere. Hanno riso e chiacchierato e si sono ascoltate, Macabea e la ragazzina con le braccia tanto strette. Macabea non ha pensato se i quadri di Frida Kahlo potessero piacere alla ragazzina. Era talmente entusiasta di c...
Tu
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Ti sei alzato e, frugando nella tasca per cercare le monetine necessarie, ti sei allontanato per tornare, poco dopo, con due rose: una per me e una per tua sorella. Hai avuto "un bellissimo compleanno" perché lo hai potuto festeggiare con tutti i tuoi nonni e con doppia razione di brodo. Mi accarezzi il cuore dicendo, dopo una giornata da turisti piacioni "dopo tutti i regali che ci hai fatto, mamma, adesso dovremmo fartelo noi un regalino". Ma il mio regalo sei tu. Che mi prendi ancora per mano e non neghi mai un bacio. Che ci fai sorridere e ridere tutti, perché sei buffo e felice di esserlo. Perché hai delle bellissime lentiggini sul naso. Perché non ti fai convincere a tagliare i capelli. Perché hai imparato a tuffarti fingendo di prendere il volo. Perché sei curioso e buono. Perché vederti crescere è una gioia e una meravigliosa esperienza. Resta come sei.
Nel frattempo...
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...provo a non ricordare. Perchè il dolore è ancora tutto lì. E adesso sembra anche di cattivo gusto raccontarlo o provare a condividerlo. ...provo invece a fermare i momenti belli che questo aprile ha portato con sè. ...provo a riempire un silenzio cui non sono abituata. ...provo a lasciarmi trasportare dalla consapevolezza che mi ha presa pochi minuti fa, quando ho realizzato che mi attendono dieci giorni lontano dall'ufficio. ...provo a non avere aspettative, ma speranze.
La felicità in un attimo
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"C'è un'ape che se posa su un bottone di rosa: lo succhia e se ne va… Tutto sommato, la felicità è una piccola cosa" (Trilussa) Ecco. Respiro. E trattengo a stento la gioia nel sentire il calore di quella voce che mi fa sentire accudita. Respiro con tutto il corpo. E nel rossore che mi prende e che stenta ad andarsene, nello stomaco in subbuglio che non ne voleva sapere di mangiare, ci sono i sogni brutti che si sciolgono, la paura che dissolve piano, il sollievo nei cuori che abbracciano il mio. Ecco. Respiro. E ringrazio.
Paura
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La verità è che ho paura. E che la paura più difficile da tenere a bada è quella che leggi in chi ti sta accanto. La verità è che sarebbe più facile avere paura da sola. E magari non sentirsi in colpa per questo. La verità è che i sogni mi fanno temere il sonno. La verità è che il mio egocentrismo mi fa vedere segni ovunque. La verità è che ho paura. E che vorrei poter aver paura da sola.
Mettiti comodo
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E lasciati abbracciare dal sole. Mettiti comodo. Gli occhi chiusi, i pensieri leggeri, i gesti lenti e un po' pigri. Mettiti comodo. Annusa il profumo del rossore per parole quasi senza voce. Mettiti comodo. Ascolta l'acqua e sentine la corsa fresca sotto il sole caldo. Ascolta il ronzio del risveglio di questa primavera che più bella non si può. Mettiti comodo. E non pensare a niente. E, se proprio non ci riesci, pensa a un bacio. Dato con occhi chiusi, pensieri leggeri, labbra pigre, gote rosse, profumato di acqua e di sole e di azzurro. E di me.
Sei come sei
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In pochi mesi due storie di amore e diversità. E mentre scrivo amore e diversità, ne colgo la contraddizione, ché l'amore non si classifica e la diversità presuppone una normalità difficilmente individuabile come certa. Certo è che la Mazzucco racconta la storia di una amore omosessuale con la naturalezza che era mancata al libro della Mazzantini. (Splendore) "Sei come sei" è la storia di Eva figlia di due uomini, diversissimi tra loro ma legati da un amore naturale e profondo al punto da farli decidere di diventare padri. E' la storia di una ragazzina che viene bruscamente privata dei suoi affetti per un destino imprevisto e soprattutto per la certezza di alcuni di sapere cos'è giusto e normale. E' la storia di una cattiveria subita fino a farla propria e della fuga davanti a quella cattiveria che ci ha sorpresi. E' la storia di un coraggio ingenuo e incosciente mosso dal bisogno di andarselo a riprendere quell'amore che ci hanno tolto. Forse ...