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Aspetto

Mangio un gelato e aspetto. Che l'aria si faccia fresca, che il sonno appesantisca le palpebre. A piedi scalzi, aspetto. Che il silenzio sia tutt'intorno, che le luci si spengano e tacciano le voci. Capelli malraccolti, aspetto. Di sentire solo le mie dita sulla tastiera e i miei pensieri che corrono verso di te. Un sorso d'acqua. Fredda. E la sento scendere e allargarsi e riempirmi. Come quel bacio. Come le tue mani. Come te.

Stasera

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Stasera ti penso. Come sempre. Come un respiro sommesso e lieve. Sei lì. Nei miei pensieri banali e complicati. Come una carta da parati che forse non si nota ma c'è e da calore alla stanza. Stasera ti penso. Non so cosa stai facendo, come respiri. Non voglio immagianare i tuoi movimenti. Li voglio inventare, per farli entrare nei miei pensieri e con te dormire.

Una settimana

Negli occhi un sorriso che non è il mio. Un sorriso che è uno più uno. Nel cuore la corsa. Cercando il filo per uscire dal labirinto. Intorno grilli e cicale a ricordare che è estate.

Strade

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Vorrei che le parole scivolassero leggere, trovassero da sole la strada e il loro posto su questo schermo bianco. Vorrei che le dita potessero seguire il filo di un pensiero inespresso eppure presente. Da dove cominciare? Da una città che mi ha regalato alcune ore di sole e vento sulla pelle e un cielo che nessun altro posto al mondo può vantare. Da un film che ha preso il mio cuore e l'ha portato via, su una spiaggia di luce bianchissima. Da una pizza sottile in mezzo allo stupore degli stranieri per un'italianità da cartolina. Dalla cartolina che solo Roma può regalare. E poi ci sono i giorni in questa casa troppo silenziosa. Il silenzio di una notte assente è un silenzio differente. I giorni senza orari e regole, con un piccolo senso di colpa che non è cresciuto perchè coccolato dal desiderio di avervi qui. E ancora, i miei pensieri. Che non smettono di correre e che sempre più spesso sembrano non trovare la strada e allora restano lì ad aggrovigliarsi e aggrovig...

Cadere

Possiedo un'incredibile equilibrio precario che mi consente di non cadere mai. E c'è questo senso di vuoto che mi si gonfia in petto. Forse è quello a tenermi su. E poi c'è il tempo vuoto, sospeso, tra la veglia e il sogno, che non è ancora sonno ma non più lucidità. Un tempo dove entra quello che non riesco a trattenere il giorno, quando l'aria pesa e rallenta i movimenti, mai i pensieri. Sospesa sul mio filo sottile guardo giù. E resto qui.

Come sempre

E' il silenzio che mi riempie. E' il silenzio che mi circonda. E' l'incapacità di trovare parole. E il senso di colpa. E ancora l'unico desiderio: di chiudere gli occhi tanto a lungo da dimenticare il momento in cui si sono chiusi. E' il cielo mutevole di oggi. E di ieri. E l'attesa di un giorno a breve, che odorerà di gente sconosciuta per arrivare a un abbraccio che ora manca tanto. E, ancora, il senso di colpa. A soffocarmi. Come sempre.

Dopo la pioggia

Il cielo della pioggia estiva come una radiografia dove luci e vaghe ombre s’intravedono. Il bosco silenzioso e neanche un uccello. Il tuo occhio come una goccia versata sotto le nuvole ha il riflesso del mondo: luci e ombre vaghe. E all’improvviso tu vedi chi sei veramente: estraneo confuso tra l’anima e le nuvole. Dalla sola sottile membrana di un’immagine il profondo universo e la tenebra dell’occhio sono scissi. (Lars Gustafsson)
SI' SI' SI' SI'

Acqua

Non si smette mai di imparare a nuotare. E l'acqua che ci tiene a galla è sempre differente: fosse anche quella della vasca da bagno... Non so decifrare queste ultime ore. Le vedo come un cielo in divenire eppure immobile. Le sento come una chiave persa, e poi ritrovata e poi forse sbagliata... Allora galleggio. A morto. E lascio che sia l'acqua a portarmi. L'acqua fresca che chiedo a meta' mattina. E quella che mi circonda senza che io l'abbia cercata. Se mi guarda intorno non sono sola. Altri nuotano con me. E c'è anche chi osserva dalla riva. Si tratta di capire se per lanciarci una cima o per guardare mentre cerchiamo una riva. E ancora. Voglio arrivare davvero a riva o preferisco continuare a galleggiare? A riva sentirei il peso del mio corpo, qui, in mezzo all'acqua, posso pensarmi leggera. Per un po' andrò sotto. Forse sarà l'assenza di aria a darmi il respiro che cerco oggi.

Alla scoperta del mondo

Un uccellino, minuscolo e incerto, sul davanzale. Un uccellino, morbido e caldo, a curiosare per il mondo. Ha accettato una carezza sul capino, un invisibile tocco al becco. Ha accettato le mie mani e una pezza di cotone dove riposare. Poi a ripreso il suo volo. Tra le mie dita è rimasto il suo calore. Nel mio cuore un sorriso.

Respiro

Prendo un respiro. Dentro questo cielo gonfio e mutevole. Prendo un respiro. Da sentirlo nelle ossa come un leggero stordimento. Prendo un respiro. Da chiudere gli occhi e vederlo che sale dalle narici fino ai pensieri. Respiro.

Posso

Posso sentire la pioggia che invita a chiudere gli occhi e a sognare. Posso leggere pagine già consumate che consentono ai pensieri di vagare. Posso perdere la mia mano tra i miei capelli confusi. E guardarmi allo specchio senza riconoscermi. Posso, con un dito, seguire i confini del mio corpo nel mondo. Posso cullare un desiderio perchè non sbiadisca. Posso sentire un leggerissimo brivido sulla mia pelle e scegliere di non coprirla in attesa di un calore che sia a sua volta pelle. Posso sentire la pioggia che si allontana e desiderare che torni a bagnare i miei sogni.

Finalmente

Le rose hanno segnato le mie braccia. Ho affondato le mani tra trifogli infestanti salvandone alcuni, in un vasetto, per non rattristare il mio giardiniere da balcone. E ho trovato un quadrifoglio, enorme, che ora cerca l'eternità a pagina trecento di un libro di storia. La mia maglietta azzurra si è bagnata del sole pesante di questo pomeriggio di giugno, i miei occhi hanno contribuito a infittire la ragnatela che li circonda resistendo alla luce. Poi un caffe', qualche ciliegia, un po' di chiacchiere. E lo sguardo che segue una linea che non c'è più e che prova a celare un'apprensione mitigata dal sollievo di essere finalmente qui, a casa. E' un pomeriggio senza tempo, senza stagione. E' un pomeriggio quasi normale. Finalmente.

Per un po'

Se fossi una pagina sarei bianca, vuota. Probabilmente chiusa. Sarei persa fra decine di altre pagine colme di parole non mie. Neppure i pensieri confusi che mi accomapgnano da sempre troverebbero posto. L'errore di sistema che mi ha impedito di arrivare qui fino a oggi era la Provvidenza del silenzio. Giornate troppo intensamente piene per tradurle in parole piane. Servirebbe un dito in gola a vomitare la stanchezza. Servirebbe l'energia sufficiente a piangere la stanchezza che pesa sullo stomaco, sulle palpebre, sulle notti che non chiudono gli occhi. Eppure dovrebbero essere di gioia, le mie parole. Di gioia dovrei riempire i minuti che non so infilare. Ci sara' tempo anche per quella. Lo troverò. Ora torno nel mio silenzio. Per un po'.

Sospesa

I miei pensieri tacciono, e non riesco neppure a rubare quelli degli altri. Sospesa nell'attesa. Non sono i pensieri a tacere...Solo non trovano parole a raccontarli. Allora riempio i miei giorni di passi senza sosta. Zeppo i minuti di gesti apparentemente inevitabili. E ancora aspetto. Con l'incrollabile ottimismo di chi aspetta il giorno.

Nelle notti

"Nelle notti profonde corrispondenza troverebbero le parole lasciate o addormentate. Nei fogli volanti, chi le conosce o dimentica? Forse qualche volta, chissà, risuoneranno, almeno in alcuni cuori fraterni." (Aleixandre)

Basta poco

Basta poco per sentire un sorriso sul viso. Bastano poche parole, un bacio leggero. Basta poco perché il cielo sembri azzurro anche mentre piove. Basta poco per sentire il cuore rotolare nel petto. E' bello che basti tanto poco. Basterebbe poco anche per ricordarsene sempre.

Il giorno dopo

Il giorno dopo ci si risveglia con gli occhi ancora chiusi, perché riaprirli, lasciarsi ferire dalla luce del mattino, sarebbe ammettere che non si è dentro al sogno. E i sogni non sempre sono belli. Però. Oggi il sole colora il cielo di un azzurro spettacolare. Ieri la pioggia, e la neve sulle cime dei monti vicini a noi, nulla hanno potuto contro un sorriso che ha colmato di bene i nostri cuori. I giorni passati hanno donato la consapevolezza che ogni momento è prezioso. E che lo è ancor di più quando lo si vive stringendo le mani di chi amiamo. Oggi ronza la testa, come i pensieri. Ci sarà acqua, nel mio giorno, e fango. Ci sarà sole. Chiacchiere che non riuscirò a seguire, tanto saranno fitte. E ci sarà l'attesa. Tremerà un pochino il cuore.

Gomma

Se chiudo gli occhi, mi compare la luce della sala d'attesa. E il suo essere enormemente vuota. Qualcuno mi ha rivestita di gomma. Veste dolorosa al pari di una disperazione di lacrime. Poi arrivano attimi in cui la gomma si scioglie e immediatamente si ricompone. In auto, dietro occhiali neri, preparando la tavola, davanti a un cappuccino. Non riesco a dire. Neppure quello che sento. Aspetto.

Andrà tutto bene ?

La paura non impedisce allo sguardo di vedere il cielo azzurro di oggi e di perdersi in una preghiera alla sua trasparenza. Il respiro trattenuto non impedisce di sentire il profumo dei papaveri che colorano i bordi delle strade. Il battito accelerato del cuore fa sentire un calore piu' diffuso:sotto il volto, nella pancia. Chiudo gli occhi, trattengo il respiro, ascolto il mio cuore. E penso a te. Andrà tutto bene.