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Nessuno bussa alla mia porta, che pure e' leggera come carta. E il mio telefono suona di rado. Scambio parole che restano sospese tra gli aliti e cadono al primo respiro. Se la pesantezza dei pensieri mi sommerge è anche perchè vorrei una mano da stringere per uscire da me e invece mi viene offerta una lente di ingrandimento per meglio vedere la scalinata infinita ai cui piedi mi trovo. Sono il nulla. Peggio: sono il peso assoluto. E sono incapace di sopportarlo. E se qualche trillo scuote il mio telefonino è per ricordarmi del mio sì desiderato e mai più pronunciato.
L'una. Aspetto ancora qualche minuto e poi andro'. Un piccolo tuffo e per un'ora ci sara' solo acqua, musica e corpo. Un'ora per non pensare e lasciare andare a fondo tutta la zavorra della settimana. Vorrei fosse vero...
"Ogni tempo ha il suo fascismo: se ne notano i segni premonitori dovunque la concentrazione di potere nega al cittadino la possibilità e la capacità di esprimere ed attuare la sua volontà. A questo si arriva in molti modi, non necessariamente col timore dell'intimidazione poliziesca, ma anche negando o distorcendo l'informazione, inquinando la giustizia, paralizzando la scuola, diffondendo in molti modi sottili la nostalgia per un mondo in cui regnava sovrano l'ordine, ed in cui la sicurezza dei pochi privilegiati riposava sul lavoro forzato e sul silenzio forzato dei molti." (Primo Levi, Corriere della sera , 8 maggio 1974).

Ok

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Odio questa sensazione di inutile malessere. La nausea che mi prende per non saper gestire una vicenda tanto banale. Non voglio decidere perchè non posso farlo. Quello che voglio non ha importanza. Conta quello che si decide di poter fare. Conta il non perdere tempo, energia e serenità. Conta il sentirsi in colpa e il trovare la capacità di non recriminare mai. Conta non dover tenere la mente occupata in antipatiche banalità. Conta non dare importanza oltre il giusto a pensieri che non ne hanno. Conterebbe la leggerezza che non abbiamo e la capacità di parlarsi senza ferirsi. Mai più post come questo. Ok

Ghiaccio

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Foglie che sembrano decorate dalla mano sapiente di un pasticciere. Alberi immobili sotto il bianco del ghiaccio. E lo spettacolo più incredibile, le ragnatele: improvvisamente visibili e bellissime e fragili come sempre. Non riposo bene, queste notti. Vorrei che il ghiaccio fermasse anche i miei sogni.

Vorrei parole

Vorrei parole per tacere con pienezza. Vorrei parole da ascoltare in silenzio, da assaporare lentamente, da pronunciare con completezza. La nostalgia che mi accompagna, oltre a quella per te, è di parole che mai ho possedute. Il desiderio che mi sostiene, oltre a quello per te, è per parole che ho solo potuto sfiorare. Vorrei parole solo mie da condividere con consapevole fierezza. Vorrei parole da trattenere sulle labbra e altre incapaci di arrestarsi. E vorrei gesti conseguenti e un passo a ritmo dei pensieri che esse traducono. Vorrei parole. Tante.

PJ

Con questo nella testa
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Una piuma ha sfiorato il mio cuore e si è posata tra le mia braccia. Non mi apparteneva e l'ho restituita.

Buon Compleanno

Ti siamo venuti a trovare affidando al più piccolo il compito dolce di sfiorarti con un bacio leggerissimo. Il pensiero del tuo compleanno mi ha accompagnata con tenerezza struggente in questo inizio di anno così poco sereno. Mi ricordo il tuo profumo come se lo avessi addosso. E la sensazione della tua pelle sottile e ormai vuota di sostanza, come se avessi finito ora di accarezzarla. Mi manchi tanto. Non ero mai sola finchè eri tu. Proteggo la tua presenza nel mio cuore parlando di te a chi amo. Ma mi manchi tanto. Ti voglio tanto bene, nonna.

Perché

Una pista di ghiaccio in una piazza bellissima. Vorrei che il primo giorno del 2010 fosse questo. Il castello profilato da luci, la stella sospesa e i bambini gelati e felici. Noi soprattutto gelati. E' nato un bambino in questi primi giorni. Ho preparato per lui la carrozzina che è stata dei miei bambini. E ho pianto. Tanto. Sentimenti contrastanti, nelle mie lacrime. Perchè vorrei essere completamente felice per questo nuovo arrivo, perché mi sento in colpa nel desiderare tanto qualcosa che ho già e, tra l'altro, splendidamente. Perché questo dolore mi rende insopportabile, perché mi sento sola e faccio di tutto per esserlo. Voglio un altro figlio per le più svariate ragioni. Per egoismo. Perché camminare nel mondo preceduta dal mio pancione mi ha regalato un'identità e un ruolo che non ho più avuto con tanta chiarezza e tanta fierezza. Per ottimismo. Perché penso che un bambino sia sempre il più bel regalo che possiamo fare al mondo. Per solitudine. Perché io, ch...

Propositi e desideri

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Di questi giorni che svaniscono veloci, vorrei portare con me solo le felicità, le risate forti e il profumo caldo del sonno buono. Di questo anno che sembra volersene andare più in fretta del solito, quasi sapesse che non sarà ricordato con nostalgia dai più, vorrei fermare la tenerezza che ho avuto in dono e lasciato fuggire. Consumare le lacrime vane e conservarle per gioie inattese. E credere fermamente che ne avremo. Dimenticare i sogni impossibili. E credere fermamente che non esistono sogni impossibili. Godere di ogni istante, saper guardare il tempo che cambia i volti che amo e trasforma con loro anche il mio. Amarmi. E saper amare. Piangere per un libro, una canzone, una parola, un gesto, una poesia regalata. Essere buona per scelta faticosa e razionale perchè non lo sono per indole. Desiderare. Finalmente il "sì". Stare vicini, insieme, d'accordo. Abbracci. Coraggio di pronunciare le parole che si desiderano dire e coraggio per ascoltare quelle che...

"no"

Preparare un nido per un uccellino che non sarà nostro. Decidere che è ora di regalare tutto, compresa la speranza. Non se se riuscirò a farlo senza morire un po'...

Buon Natale

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"Nel tuo silenzio accolgo il mistero venuto a vivere dentro di me sei tu che vieni o forse è più vero che tu mi accogli in te, Gesù" Caro Gesù, mentre fuori nevica e la nostra casa profuma di biscotti alle spezie, mentre i bimbi dormono e finalmente saremo tutti insieme per diversi giorni, ti penso e penso a tutta la vita che nasce intorno a me. Vorrei essere capace di restare semplicemente in silenziosa accoglienza così da sentirmi parte di questo piccolo miracolo che si ripete con meravigliosa costanza quotidiana. Vorrei riuscire a sentirmi grata per il solo posare lo sguardo su tanto piccolo prodigio. Vorrei saper rendere grazie del dono di cui sono parte. Vorrei un regalo e la capacità di chiederlo e di accoglierlo. Vorrei dissetare la mia aridità. Vorrei che la vita si posasse su di me come la neve che stanotte ricopre il mio panorama. Caro Gesù, nel renderci capaci di dirti grazie per quanto già abbiamo, rendi felici quanti amo; falli stare bene, e tieni...

Snap

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Il buon cioccolato, quando lo spezzi deve fare "snap" e quando lo assaggi deve sciogliersi rapidamente e lasciare il suo aroma a lungo. Anche il cuore quando si innamora deve fare "snap", deve potersi sciogliere rapidamente e sentire a lungo un fremito caldo. La mente, invece, se è felice fa "tin", ma quando è intasata da troppi inutili pensieri e cerca di alleggerirsi un po', scrive post come questi.

Il peso del corpo

"Il peso del corpo" e' un bellissimo titolo per un buon libro. Lo prendo a prestito per provare a dire il senso di estraenita' che sento per me stessa. E' la prima volta che non riesco ad interpretare i segnali confusi del mio, di corpo. E non sto reagendo bene. Ci si puo' sentire abbandonati da qualcosa che ci appartiene tanto come il nostro corpo? Ecco, io sento la mancanza del dialogo con il mio corpo.

Tutto quello che vorrei...

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Qualcuno si è affacciato alla mia porta solo per "guardarti un po'". Mah!

Marmellata di castagne

Accade che tutto quello che ti ruota intorno sembra parlare proprio a te. Accade che gli incontri, le letture, gli sgambetti e le corse sembrino un unico filo da seguire. Invece mi sono persa. Succede di aver paura di dormire e desiderare un sonno lungo un giorno intero. Succede di sentire i pensieri farsi nebbia e gli occhi farsi sempre più grandi. E non riesco a vedere. Capita di perdere pezzi di sè. Di dimenticarli sparsi per il piccolo mondo che si è vissuto. Capita di riflettersi in uno specchio e non riconoscersi. E spaventarsi. Ho perduto il mio confine. Occorre essere saldamente ancorati ai giorni, non perdere un minuto del tempo che corre sempre un po' più in fretta di te. Occorre avere risposte sincere alle domande più differenti. Occorre ascoltare la propria voce e modularla con attenzione. Invece esplodo. E mi detesto. Si scoprono verità inattese. Che si hanno polpacci deformi, che si temono parole di quotidiana conversazione, che il profumo della marmella...

L'attesa

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Questa è l'ora del sonno. Dovrei spegnere il pc, la luce, i pensieri. Temo i miei sogni e il mio sonno che non è mai abbastanza. Temo il risveglio pesante e una mattina che vorrei saltare a pié pari. Ho letto parole che mi hanno ferito molto e fatto sentire molto colpevole. Parole che avevano una ragione di essere scritte, ma che avrebbero dovuto essere pronunciate. Non so se avrei avuto la forza di ascoltarle. Hanno lasciato una ferita che difficilmente si curerà. Le lacerazioni lente e centellinate non guariscono. Certamente non con i silenzi. Io non smetterò di desiderare un altro bambino solo perchè posso capire le ragioni che lo rendono impossibile. E non smetterò di sentire questo dolore sterile come un muro da abbattere fra noi. Non smetterò di piangere leggendo un buffo blog di attesa o di faticare, non immagini quanto, ogni mattina che mi costringe ad incontrare la pancia di un'amica. Anche adesso scendono lacrime, ed è perchè per questo non so piangere con te. ...

Poesie, nuovi arrivi e silenzi

Francesco ha preso un'antologia di Ungaretti e mi ha chiesto di cercargli una poesia di Leopardi. Gli ho letto qualcosa aprendo i libri casualmente. La musica di Leopardi lo ha fatto tacere oltre le sue capacità; di Ungaretti ha apprezzato la concisione. Ne abbiamo parlato, e lui mi ha detto che non capisce: di uno le parole, dell'altro il significato. Gli ho detto di ascoltarle con il cuore. La vera poesia è stato il suo pensiero. Una tartarughina d'acqua abita da oggi con noi. Sembra confusa. E' piccolissima. Vorrei il coraggio di riempire la casa: uccellini e coniglietti. La loro gioia intorno alla vaschetta riscaldata mi ha riempito il cuore. Per il resto..."Anche questa notte passerà..."