Post

Il peso del corpo

"Il peso del corpo" e' un bellissimo titolo per un buon libro. Lo prendo a prestito per provare a dire il senso di estraenita' che sento per me stessa. E' la prima volta che non riesco ad interpretare i segnali confusi del mio, di corpo. E non sto reagendo bene. Ci si puo' sentire abbandonati da qualcosa che ci appartiene tanto come il nostro corpo? Ecco, io sento la mancanza del dialogo con il mio corpo.

Tutto quello che vorrei...

Immagine
Qualcuno si è affacciato alla mia porta solo per "guardarti un po'". Mah!

Marmellata di castagne

Accade che tutto quello che ti ruota intorno sembra parlare proprio a te. Accade che gli incontri, le letture, gli sgambetti e le corse sembrino un unico filo da seguire. Invece mi sono persa. Succede di aver paura di dormire e desiderare un sonno lungo un giorno intero. Succede di sentire i pensieri farsi nebbia e gli occhi farsi sempre più grandi. E non riesco a vedere. Capita di perdere pezzi di sè. Di dimenticarli sparsi per il piccolo mondo che si è vissuto. Capita di riflettersi in uno specchio e non riconoscersi. E spaventarsi. Ho perduto il mio confine. Occorre essere saldamente ancorati ai giorni, non perdere un minuto del tempo che corre sempre un po' più in fretta di te. Occorre avere risposte sincere alle domande più differenti. Occorre ascoltare la propria voce e modularla con attenzione. Invece esplodo. E mi detesto. Si scoprono verità inattese. Che si hanno polpacci deformi, che si temono parole di quotidiana conversazione, che il profumo della marmella...

L'attesa

Immagine
Questa è l'ora del sonno. Dovrei spegnere il pc, la luce, i pensieri. Temo i miei sogni e il mio sonno che non è mai abbastanza. Temo il risveglio pesante e una mattina che vorrei saltare a pié pari. Ho letto parole che mi hanno ferito molto e fatto sentire molto colpevole. Parole che avevano una ragione di essere scritte, ma che avrebbero dovuto essere pronunciate. Non so se avrei avuto la forza di ascoltarle. Hanno lasciato una ferita che difficilmente si curerà. Le lacerazioni lente e centellinate non guariscono. Certamente non con i silenzi. Io non smetterò di desiderare un altro bambino solo perchè posso capire le ragioni che lo rendono impossibile. E non smetterò di sentire questo dolore sterile come un muro da abbattere fra noi. Non smetterò di piangere leggendo un buffo blog di attesa o di faticare, non immagini quanto, ogni mattina che mi costringe ad incontrare la pancia di un'amica. Anche adesso scendono lacrime, ed è perchè per questo non so piangere con te. ...

Poesie, nuovi arrivi e silenzi

Francesco ha preso un'antologia di Ungaretti e mi ha chiesto di cercargli una poesia di Leopardi. Gli ho letto qualcosa aprendo i libri casualmente. La musica di Leopardi lo ha fatto tacere oltre le sue capacità; di Ungaretti ha apprezzato la concisione. Ne abbiamo parlato, e lui mi ha detto che non capisce: di uno le parole, dell'altro il significato. Gli ho detto di ascoltarle con il cuore. La vera poesia è stato il suo pensiero. Una tartarughina d'acqua abita da oggi con noi. Sembra confusa. E' piccolissima. Vorrei il coraggio di riempire la casa: uccellini e coniglietti. La loro gioia intorno alla vaschetta riscaldata mi ha riempito il cuore. Per il resto..."Anche questa notte passerà..."

Email

Apro la posta sperando sempre di trovarti. Non ci sei. Anche stasera la delusione si è sciolta nella mia sciocca testardaggine di non rinunciare alle illusioni. Spengo tutto. Anche stasera mi abbraccerà un libro e il lieve senso di nausea per il pensiero di tutte le parole che hai regalato ad altre che non sono io, di tutte le pagine riempite con un altro nome, di tutti i pensieri che non sono riuscita ad avere. Lo so. E' giusto così. Perchè dovrebbe essere diverso? La mia cattiveria ferisce anche me. Ho finito di svuotare la tua valigia, qualche tempo fa. Non ho mai capito se le distrazioni sono davvero casuali o invece il risultato delle parole che non vorremmo dire.
Lo so. E' la pancia a dirmelo. Io sono stata tradita. Forse qualche anno fa, forse ieri, ma la mia pancia lo sa. Lo ricorda e lo vive. Sono state parole regalate ad altre diverse da me, pensieri per i quali ero pesante ingombro. Forse sono stata trasformata in un minuscolo angolino di vita altrove, lontana chilometri di treni e aerei. Pero' lo so. E non mio servono conferme o smentite. Lo so. Lo sopporto? Solo quando la mia pancia, e il senso di nausea, me lo permette. Solo quando il mio cuore lo dimentica. E' il pensiero di te che desideri altro da me. E' il pensiero di me che non so farmi desiderare da te. E perchè proprio stasera?

Giovedì

Il cielo superbo di freddo non ha reso più facili questi giorni. La sera ci sono nuvole che allargano il cuore e il profilo delle montagne al tramonto riempiono di bellezza lo sguardo. I miei occhi però sono pesantissimi: per il poco sonno e il troppo inutile pensare. Non cambia niente. Non si cresce. Non si impara. L'utimo mese si è consumato in pesante velocità. La fine delle lunghe vacanze estive e il primo giorno di scuola. Riuscire ad essere faticosamente tutti sotto lo stesso cielo dopo molti giorni di familiare sparpagliamento. Improvvisare un viaggio di sentimenti e di colori e altri cieli infiniti e città minuscole e monumentali. Non riconoscere una piazza che era illuminata da mille candeline rosse a ricordo di un ragazzo che così poteva vivere ancora e che ora è invece accecata di mille vetrine. Campagna infinita e i colori dell'autunno. Adesso il freddo. E cuore confuso.

Unica risposta

Urlo. Sussurro. Ringhio. Bisbiglio. Silenzio
Cammino nella nebbia e forse non mi accorgo della scia di buio che lascio dietro di me. Cammino nella nebbia fitta, con la luce trasparente e palpabile delle mattine brumose. Cammino nella nebbia e mi perdo e ritrovo e perdo briciole di cuore e parole e momenti preziosi. Cammino nella nebbia e non mi sento sola come dovrei. C'è tanto vento questa notte. E la mia testa è confusa per una volta più dei miei pensieri. Cadranno le foglie ancora verdi con questo vento? Cadranno i miei pensieri con il sonno quando finalmente verrà? Non mi piace sentirmi leggere pensieri che non ho o che non voglio avere. Non mi piace sentirmi circoscritta in un disegno già tracciato. Sono vulnerabile come vetro scheggiato. Ho desideri minuscoli come frammenti di parole che si iniziano a scrivere per lasciarle a metà. Ho paura di non riuscire a vedermi , perchè non è quello ciò che io vedo. E non sono abbastanza ferma sulle mie gambe per voltarmi altera e dire che sono altro, che penso altro. E c...

Finalmente

Immagine
Tutti insieme. ...o quasi...
Immagine
Le parole non dette riempiono gli anni fino a diventare una vita intera. Quando decidono di non essere più pronunciate? Quando si fermano ad un sospiro dall'essere dette? E perché se anche non si sillabano più, non si scordano? non se ne dimentica il suono? non si smette di sentirne la mancanza? Le parole non dette sono gli abbracci che restano vuoti. Se non vengono pronunciate le parole muoiono. E gli abbracci vuoti? Diventano desiderio. O rimpianto? Stringere una mano, abbracciare solo per sentire il battito del cuore, accarezzare. E dire: ti voglio bene.

Ritorno

Immagine
Le mie lunghe vacanze hanno lasciato posto a questi lunghissimi giorni silenziosi, scanditi dal pensiero dei bimbi che giocano e giocano e giocano ancora. I propositi di definitive pulizie di pre-autunno cedono senza rimorsi alla lenta pigrizia del fare nulla che non sia necessario, quasi una sorta di letargo in attesa delle usuali giornate frenetiche del resto dell'anno: il conto alla rovescia è iniziato. Silenzio fin troppo intatto. Ascolterò musica. E canterò senza timidezza. Sono tornata. Sono qui. E' il mio pensare che girovaga per il mondo tra gli Appennini, Roma e l'America. Sono tornata e la mia luce è accesa, le finestre aperte a fare entrare l'aria trasparente di queste bellissime giornate di fine estate. Sono tornata per restare. Per incontrarmi e regalarmi tempo.

Vacanze

Immagine
Tra il mare e la montagna ci sono stati giorni caldi, lunghi e sudati. Per un po' la casa è stata disordinatamente affollata, poi disordinatamente silenziosa. Da domani i caldi colori dell'Appennino, i profumi di cucina che mi ricordano la mia nonna e magari, dopo ferragosto, la prima pioggia ad annunciare l'autunno. Dovrei fare la valigia, preparare leultimeduemilacose...Invece sono qui con il calore del pc e un ventilatore blu a pensare che sono stanca anch'io, che ho fatto tanta fatica anch'io quest'anno e che vorrei che qualcuno ci credesse davvero, perchè sono esausta. Invece mi viene sempre ricordato che altri sono quelli che davvero lavorano, altri quelli stanchi, altri quelli affaticati, impegnati, stressati. Odio i miei sensi di colpa! E, ancora, sono circondata da donne con meravigliose pance piene di vita mentre io ho preso appuntamento per la mia prima mammografia e vedo il mio desiderio inaridirsi e diventare come marchio a fuoco su...

Regalo

"Maestrale" S'è rifatta la calma nell'aria: tra gli scogli parlotta la maretta. Sulla costa quietata,nei broli,qualche palma a pena svetta. Una carezza disfiora la linea del mare e la scompigli un attimo, soffio lieve che s'infrange e ancora il cammino ripiglia. ...

Primo giorno d'estate

Cielo terso di luce sulle montagne e, sopra di noi, questa trasparente nuvola gialla di tramonto che porta un lieve ticchettio di pioggia: le streghe si stanno lavando i capelli. Fa quasi freddo sul mio terrazzino e la pelle rabbrividita cerca calore in un insolito plaid. Tutti a letto presto, stasera. Sono stati giorni intensi e pieni. Domattina all'alba sarò ancora qui. Ora mi rifugerò tra cuscini e coperte con un libro per non pensare e provare a non sentirti così lontano. La tua voce, poco fa, mi è sembrata un dono insperato e troppo breve per essere afferrato. Ascolto la pioggia che da sempre mi fa sentire meno sola e mi riempio di luce calda e aria fresca. E non so fare a meno di pensarti.

"Divertiti"

"Divertiti" "Spero solo di staccare. Ho questo obiettivo. Tanti parchi...Non ho neanche un libro. Staccare" Mi sento sola. E un po' tradita.

Notte scura

Il dolore acuto di questi giorni lascerà segni profondi. Nei miei occhi stanchi, nelle mie mani trattenute, nelle mie parole perse. Non so quale sia la mia colpa originale da espiare e vorrei saperlo fare in totale e isolata solitudine. Invece sono qui. Contagiosa e contaminata. Voglio una risposta sola e lunga come una vita. Voglio un sì. Vorrei saper accogliere con amore il no. Voglio porte aperte. Vorrei saper lasciare chiuse le porte che ho preso in faccia. Vorrei una voce costante e colorata di musica. Voglio rassicurazione e fierezza. E consapevole gioia tranquilla. Quando finiranno di scendere le mie lacrime senza che sappia trattenerle? Quando tornerò a sentire il mio cuore serenamente leggero? Domattina mi alzerò presto e inizierò la giornata nel frastuono degli uccelli, su questo terrazzo da dove scrivo e dove cerco un refolo che mi porti via i pensieri neri come il cielo di stanotte. Pioverà? Incredibile come tutto continui sempre e comunque... Posso sorridere, m...

Tagli

Un taglio deciso. ad estirpare un utero sterile e svuotare gonfi pensieri. Un tagio netto. a svuotare seni come noci secche. Un taglio solo e definitivo. E una ferita. per sanguinare a vista.