Questa è l'ora del sonno. Dovrei spegnere il pc, la luce, i pensieri. Temo i miei sogni e il mio sonno che non è mai abbastanza. Temo il risveglio pesante e una mattina che vorrei saltare a pié pari. Ho letto parole che mi hanno ferito molto e fatto sentire molto colpevole. Parole che avevano una ragione di essere scritte, ma che avrebbero dovuto essere pronunciate. Non so se avrei avuto la forza di ascoltarle. Hanno lasciato una ferita che difficilmente si curerà. Le lacerazioni lente e centellinate non guariscono. Certamente non con i silenzi. Io non smetterò di desiderare un altro bambino solo perchè posso capire le ragioni che lo rendono impossibile. E non smetterò di sentire questo dolore sterile come un muro da abbattere fra noi. Non smetterò di piangere leggendo un buffo blog di attesa o di faticare, non immagini quanto, ogni mattina che mi costringe ad incontrare la pancia di un'amica. Anche adesso scendono lacrime, ed è perchè per questo non so piangere con te. ...